Rientro a scuola, qualcuno pensa alle responsabilità dei docenti?

dal blog di Gianfranco Scialpi, 4.6.2020

Rientro a scuola: i docenti rischiano non solo in termini di salute ma anche di responsabilità

Il rientro a scuola a settembre sarà molto complicato non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche delle responsabilità. Chi pensa ai docenti?

Il rientro a scuola sarà molto complicato. Aumenteranno le situazioni di rischio e le eventuali responsabilità dei docenti. L’ANP si è mosso per i Dirigenti Scolastici . C’è qualcuno che sta pensando agli insegnanti?

Rientro a scuola sarà molto complicato. Se ne sono accorti i Presidi

Rientro a scuola. Tutti lo vogliono!
La riapertura delle scuole a settembre rappresenterà un segnale di ritorno alla normalità. Sarà impossibile riacciuffare lo scenario prima della chiusura. ben sintetizzato dal Comitato “Priorità alla scuola”: le scuole “vanno riaperte in sicurezza, tutte – di ogni ordine e grado –, per tutti, senza riduzione di orario, senza turni, senza didattica mista, senza esternalizzazioni di metà del tempo-scuola, garantendo il rispetto degli articoli 3, 33 e 34 della nostra Costituzione” La vicenda degli esami di Stato ne è una conferma. Secondo il quotidiano ItaliaOggi (2 giugno) mancano all’appello il 10% dei presidenti di commissione Nella Lombardia, ovviamente, la percentuale è più alta, arrivando al 40%.
Il dato ha giustificato A. Sallusti a scrivere un editoriale molto offensivo e pieno di luoghi comuni di brunettiana memoria (furbetti, che non hanno “voglia di lavorare”) che giustamente ha fatto infuriare tantissimi docenti. La migliore risposta l’ha data Il Presidente della Repubblica, conferendo a due docenti e a un Dirigente Scolastico il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica.
Detto questo il rientro a settembre, sarà pieno di incognite e di rischi. Mi riferisco alla responsabilità civile e penale per i Dirigenti Scolastici  e i docenti.
Della criticità si è accorta l’ANP che attraverso il suo Presidente A. Giannelli, ha chiesto un “protocollo di sicurezza che delinei con precisione le misure da adottare, in modo da limitare il margine valutativo delle singole realtà scolastiche e garantire al massimo l’incolumità di tutti; va sostenuta l’autonomia delle singole scuole attraverso un cospicuo adeguamento delle risorse economiche(apprezzabili ma non sufficienti quelle previste dall’articolo 231 del DL 34/2020) e soprattutto di quelle umane, con una tempestiva attuazione di quanto disposto dall’articolo 232 dello stesso DL 34 in materia di edilizia scolastica nonché una profonda rimodulazione dei quadri orari

Situazione molto più delicata per i docenti

I Dirigenti Scolastici fanno bene a richiedere uno scudo che li protegga dalle maggiori responsabilità imposte dall’emergenza sanitaria. “La soluzione che si propone è di considerare punibile, in sede di eventuale commissione di illeciti, esclusivamente il dolo e la colpa grave“(ItaliaOggi 2 giugno), limitando la responsabilità ai casi   già previsti per i docenti (Legge 312 art. 61).
L’anello debole della catena restano i docenti e i collaboratori scolastici. Nessuno si sta occupando di loro! I sindacati sono distratti da altre rivendicazioni. Il rischio è che l’accentuata esposizione degli insegnanti al contesto di fobocrazia ( regime della paura), paralizzi o riduca
l’attività principale (insegnare), trasformando il loro profilo professionale  a puro controllo.
Il compito dei Dirigenti Scolastici è relativamente più semplice. Essi devono scrivere e pubblicare un protocollo (la meticolosità sarà il tratto prevalente) supportati dall’RSSP, senza rapportarsi con la complessità e l’imprevedibilità della quotidianità, significativamente rilevante quando si tratta con bambini della scuola dell’infanzia, primaria e in parte della secondaria di primo grado.
Interessante quanto ha scritto un lettore a OrizzonteScuola che con degli esempi ha confermato quanto da me scritto sul medesimo portale“. Riporto solo qualche passaggio.
“1.Cosa fare se in classe un ragazzino irrequieto strappa la mascherina a un altro? O si avvicina troppo, gli mette le mani addosso? Di chi è la colpa, di me docente che non sono riuscita a intervenire in modo fulmineo? Del resto, come posso dividere due alunni se non posso avvicinarmi a loro per questioni di sicurezza?
2.Cosa succede nella disgraziata ipotesi che l’alunno a cui è stata strappata la mascherina prenda il coronavirus dall’altro? Chi dovrà risponderne? Il caso rientra nella “culpa in vigilando”? Ricordiamo che i docenti e ancora più i presidi sono considerati responsabili di quasi tutto quello che succede a scuola e che il rischio di denunce è già ora altissimo.
3.Cosa fare se un alunno durante la lezione mi dice “Prof, ho la febbre”? Dove lo metto ad aspettare che i suoi genitori vengano a prenderlo? E ancora, a questo punto gli altri alunni e noi docenti che siamo entrati in contatto con lui o lei dobbiamo metterci in quarantena in attesa che il ragazzo faccia un tampone? E quelli della classe a fianco che faranno?”

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

Rientro a scuola, qualcuno pensa alle responsabilità dei docenti? ultima modifica: 2020-06-05T05:11:50+02:00 da Gilda Venezia
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl