Rientro a scuola, se il docente avrà più di 37,5 non potrà entrare

di Alessandro GiulianiLa Tecnica della scuola, 27.7.2020.

Sì pure al referente Covid e allo psicologo.

Gilda Venezia

Possibilità di misurare la temperatura a docenti, Ata e presidi prima dell’ingresso a scuola; individuare un referente in ogni istituto che possa raccordarsi con i dirigenti scolastici e le autorità sanitarie qualora dovesse emergere un caso di positività; fornire adeguato supporto psicologico per il personale scolastico e per gli studenti. Sono alcune delle richieste formulate all’amministrazione da parti sociali e sindacati per definire la bozza del protocollo d’intesa da approvare in vista dell’avvio dell’anno scolastico in sicurezza.

Porte chiuse per chi avrà la febbre

A proposito dell’esigenza di misurare la temperatura a tutto il personale prima dell’ingresso a scuola (mentre agli studenti verrà rilevata a casa dalle famiglie) la richiesta prevede che “potrà essere effettuato il controllo della temperatura corporea, attraverso dispositivi attualmente disponibili sul mercato, idonei alla misurazione, avendo cura di scegliere quelli che non espongono le persone al contagio”.

La proposta prevede che il dirigente scolastico individui “il personale addetto alla misurazione della temperatura corporea, adeguatamente formato, preferibilmente scegliendo tra gli addetti al primo soccorso”.

E tale “personale addetto alla misurazione dovrà essere munito di adeguati dpi” e “se la temperatura misurata al personale risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso a scuola”, si specifica nel documento.

Il dipendente referente per il contact tracing

Se invece dovesse emergere un caso di positività a scuola la scuola, sempre le parti sociali hanno chiesto di “un monitoraggio attento da avviare in stretto raccordo con il Dipartimento di prevenzione locale”: l’obiettivo è quello di scongiurare eventuali focolai.

Sarà comunque “l’autorità sanitaria competente potrà valutare tutte le misure ritenute idonee”, con “ricerca attiva di contatti che possano interessare l’ambito scolastico”.

Per i casi di sospetto o effettivo contagio, nel documento viene preso come riferimento il ‘Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro’ del 24 aprile 2020 (punto 11 – Gestione di una persona sintomatica in azienda), che individua la procedura da adottare nel contesto scolastico.

“Sarebbe opportuno – si legge ancora nella proposta – prevedere, nell’ambito dei Dipartimenti di prevenzione territoriali, un referente per l’ambito scolastico che possa raccordarsi con i dirigenti scolastici al fine di un efficace contact tracing e risposta immediata in caso di criticità“.

Sì allo psicologo a supporto

Un’altra delle richieste delle parti sociali per la bozza del protocollo d’intesa tra Miur e sindacati sull’avvio dell’anno scolastico è quella del sostegno psicologico al personale e agli allievi.

“Sulla base di una Convenzione tra Ministero dell’Istruzione e Consiglio Nazionale Ordine Psicologi – si legge nel documento presentato – , si promuove un sostegno psicologico per fronteggiare situazioni di insicurezza, stress, ansia dovuta ad eccessiva responsabilità, timore di contagio, rientro al lavoro in presenza, difficoltà di concentrazione, situazione di isolamento vissuta”. E’ quanto prevede l’elenco delle. Il documento prevede dunque particolare attenzione al “supporto psicologico per il personale scolastico e per gli studenti”.

“Il supporto psicologico – si legge nella bozza – sarà coordinato dagli Uffici Scolastici Regionali e dagli Ordini degli Psicologi regionali e potrà essere fornito, anche mediante accordi e collaborazioni tra plessi scolastici, attraverso specifici colloqui con professionisti abilitati alla professione psicologica e psicoterapeutica, effettuati in presenza o a distanza”.

Infine, “nei casi in cui i lavoratori siano stati precedentemente contagiati o abbiano vissuto in stretto contatto con soggetti contagiati, potranno essere sottoposti a colloquio psicologico preventivo al rientro in presenza”.

Le altre richieste: test sierologici e medico

Altri punti richiesti da parti sociali e sindacati, già affrontati dalla Tecnica della Scuola in un altro articolo, riguardano lo svolgimento dei test sierologici per tutto il personale scolastico in concomitanza con l’inizio delle attività didattiche; ma anche test a campione per la popolazione studentesca con cadenza periodica e un medico competente in ogni scuola.

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Rientro a scuola, se il docente avrà più di 37,5 non potrà entrare ultima modifica: 2020-07-28T05:15:20+02:00 da Gilda Venezia
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