Sciopero generale del 17 novembre: la Gilda non è tra le sigle che indicono la mobilitazione, ma lascia libertà di adesione a tutti i docenti e al personale della scuola.

Gilda Venezia

dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 15.11.2023.

Gilda Venezia

Il 17 novembre è stato indetto uno sciopero generale da CGIL, UIL e altre sigle minori.

La FGU-Gilda degli Insegnanti non aderisce per diversi motivi.

Il primo è che gli scioperi generali devono cercare di includere tutte le possibili realtà sindacali e non tentare, come spesso è accaduto, di imporre una scelta di egemonia di rappresentanza nel mondo del lavoro. Ma è anche da rimarcare che sulla scuola pubblica statale e sullo status dei docenti le posizioni tra Gilda e CGIL (e UIL) sono state e sono ancora distanti.
L’oggetto delle differenze sta nella visione di scuola e della professione docente che per anni sono stati dequalificati a ruoli impiegatizi o di mera assistenza in nome di riforme che spesso sono state sostenute dai confederali (si pensi alla riforma Berlinguer) o da loro subite come male minore.
Due sono stati i momenti di unità di tutte le sigle sindacali: il contrasto alla riforma Gelmini e le lotte contro la riforma Renzi. Da queste grandi mobilitazioni il sindacato confederale non è stato in grado, o non ha avuto la necessaria volontà politica, di operare un ripensamento profondo degli errori che hanno costruito la scuola statale degli ultimi trent’anni (si pensi ad esempio all’autonomia scolastica di stampo aziendalista).  Il risultato è la pessima situazione in cui versano i docenti e il personale della scuola (ad esclusione dei dirigenti..).

In ogni caso le ragioni per uno sciopero generale ci sono tutte. A partire dalle politiche di smantellamento della sanità pubblica, alla riforma pensionistica che ripropone in pejus la Fornero, ai progetti di autonomia differenziata, alle risibili poste per aumenti stipendiali del pubblico impiego e per gli insegnanti, ecc.

Il mainstream si sta concentrando sui disagi dello sciopero dei trasporti dimenticando che è da sei anni che questi lavoratori aspettano invano il rinnovo contrattuale e sulle uscite creative di Salvini che vorrebbe una ulteriore drastica limitazione del diritto di sciopero. Gravissimo è il fatto che la Commissione di Garanzia per l’applicazione del diritto di sciopero interpreti in senso restrittivo il senso della legge 146/90 dimenticando il via libera dato ai tanti scioperi di 24 ore indetti nei trasporti da altre sigle autonome.

Il paradosso è che la legge 146/90, definita dalla Gilda fin dalla sua approvazione “legge antisciopero”, è stata fortemente voluta proprio dai confederali per limitare il ruolo delle organizzazioni di base e per minare la possibilità di scioperare per più giorni (nella scuola è stato vietato anche lo sciopero degli scrutini..). Si tratta di una legge sul diritto di sciopero tra le più restrittive in Europa. Basti guardare l’organizzazione degli scioperi in Francia, Gran Bretagna, Spagna, ecc. che possono durare più giorni e con procedure meno burocratizzate.

Da rimarcare l’assenza della CISL da questo sciopero. Ormai la CISL sta assumendo il ruolo di sindacato governativo (di qualsiasi governo) al quale basta sedersi al tavolo e contrattare “concertando”.

In questo contesto difficile per tutti i lavoratori, la Gilda degli Insegnanti di Venezia lascia libertà di adesione ai colleghi confidando che si imbocchi una politica sindacale più incisiva e unitaria con particolare riferimento ai i lavoratori della scuola.

Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia

 

 

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Sciopero generale del 17 novembre: la Gilda non è tra le sigle che indicono la mobilitazione, ma lascia libertà di adesione a tutti i docenti e al personale della scuola. ultima modifica: 2023-11-15T11:05:41+01:00 da
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