Scuola, il bluff del tempo pieno: il servizio sarà offerto solo a 10mila bambini

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di Salvo Intravaia, la Repubblica, 25.11.2018

– Di Maio annuncia trionfalmente l’estensione delle lezioni: duemila cattedre in più. Ma solo nell’Isola ne servirebbe il triplo. E solo 200 prof andati nelle altre regioni potranno tornare.

Il governo rilancia il tempo pieno con 2mila posti in tutta Italia, ma per la sola Sicilia ne servirebbero oltre 6mila. L’emendamento che incrementa l’organico della scuola elementare per estendere le lezioni anche nei pomeriggi e per consentire ai docenti meridionali assunti al nord con la Buona scuola di rientrare a casa è arrivato lo scorso 16 novembre. Ma saranno in pochissimi i siciliani che realizzeranno il sogno di avvicinarsi alla famiglia dopo 4 anni. Così le migliaia di insegnanti siciliani, assunti oltre lo Stretto e costretti a fare la spola quando possono tra la Sicilia e la scuola di servizio, non nascondono la loro delusione. E si sfogano sui social.

È stato lo stesso vicepremier Luigi Di Maio a dare su Facebook la notizia. L’estensione del tempo pieno, spiega Di Maio, “è una misura di welfare sociale ed è una misura importante per gli insegnanti, perché si sbloccano 2.000 nuovi posti di lavoro nella scuola e di questi circa il 30 per cento sarà in mobilità. Ovvero quella parte di insegnanti che per colpa della Buona Scuola sono stati ‘deportati’ al nord con un algoritmo che non abbiamo mai capito, e che adesso, per esempio, potranno tornare verso il sud”.

Ma un gruppo di associazioni di docenti (Nastrini Liberi Uniti; Osservatorio Diritti Scuola; Disa 2014; Comitato 8000 esiliati fase B; Docenti Immobilizzati gruppo fb) replica: “Nessuna buona notizia”. Secondo le associazioni il 30 per cento dei 2mila posti ammonta a 600 cattedre in più, che potranno essere utilizzate per i trasferimenti.

Queste andranno suddivise per tutte le province meridionali da cui sono partiti nel 2015 i docenti assunti dal governo Renzi. In Sicilia, si potrebbero aprire le porte a circa 200 docenti, ma gli interessati parlano di “pochezza della cifra di posti che non potrà risolvere né i problemi di intere zone del sud in cui il tempo pieno, prima che ai genitori che lavorano, serve ai bambini per avere l’occasione di uscire dalle condizioni di estremo disagio sociale in cui vivono, né quelli degli insegnanti esiliati ed immobilizzati”. Oggi, le classi di scuola primaria che funzionano a tempo pieno (fino alle 16), nell’Isola, ammontano a poco più del 14 per cento e in provincia di Palermo meno di 6 ogni cento. A livello nazionale siamo al 34 per cento.

Delle 2mila cattedre in più da distribuire in tutte le regioni italiane, ma soprattutto laddove gli enti locali garantiranno le mense scolastiche per avviare il tempo lungo, potrebbero arrivarne nell’Isola al massimo 400, sempre che le scuole abbiano i locali per estendere il tempo scuola. Con le quali sarà possibile estendere il tempo pieno per 10mila bambini. L’idea che il tempo pieno verrà esteso a tutte le scuole, come ha annunciato Di Maio, è ancora un sogno: solo per coprire le oltre 16mila classi di scuola primaria siciliane sarebbero necessarie più di 6mila cattedre.

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Scuola, il bluff del tempo pieno: il servizio sarà offerto solo a 10mila bambini ultima modifica: 2018-11-25T09:44:56+01:00 da Gilda Venezia
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