Scuola. La 107 è una brutta idea di formazione

di Annalisa Pannarale, Alganews, 3.3.2018

– Mi ero data una regola: non parlare del M5S. Nonostante contraddizioni programmatiche sempre più evidenti e qualche opacità, sono sempre stata convinta che qualunque argomentazione fosse inefficace dinanzi ad un voto di protesta, un voto contro, un voto non necessariamente ragionato perchè spesso mosso da rabbia e rifiuto nei confronti della politica. Oggi non riesco proprio a tacere e infrango. In questi cinque anni di opposizione parlamentare la scuola pubblica e il diritto allo studio sono stati il cuore del mio impegno.

La scelta di Salvatore Giuliano, proposto dal M5S come ministro dell’Istruzione, la considero incomprensibile e irricevibile. Sul suo curriculum di entusiasta sostenitore della 107, del “liceo breve” e dell’Invalsi, e di fermo contestatore della libertà di mobilitazione e di sciopero dei docenti si ė già scritto molto in queste ore. Non aggiungo altro. Si scorge il solito solco tra le parole e i fatti, e si sente il brutto sapore della vecchia propaganda elettorale. A quanto pare per il M5S è più utile strizzare l’occhio a destra e a manca, che rimanere saldamente fermi sulla centralità della scuola pubblica e sull’idea di una conoscenza liberata dalla subalternità al mercato e dal ricatto del precariato. Può bastare – via le maschere – la scuola pubblica e i docenti hanno già dato. La 107 non è solo una legge, è una brutta idea di formazione. Vanno cancellate entrambe.

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Scuola. La 107 è una brutta idea di formazione ultima modifica: 2018-03-03T09:02:09+02:00 da Gilda Venezia
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