Scuola, la ministra Azzolina vuole ripartire. Ma tarda il via ai lavori nelle aule

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di Maria Teresa Martinengo,  La Stampa 19.7.2020.

“Tutti in classe dal 14 settembre”. Restano però i dubbi sulle strutture.

Gilda Venezia

Un’atmosfera da gruppo di lavoro che fa il punto sullo stato dell’arte. Con qualche battuta distensiva, anche sorrisi. Ma con una tensione di fondo che i sindacati non si stancano di ribadire: il tempo è poco. Ieri era il 18 luglio e la scuola, lo ha ribadito fermamente la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, «riaprirà il 14 settembre, per tutti». Azzolina ieri è intervenuta all’incontro del Tavolo regionale per l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021 al liceo D’Azeglio, spiegando che il suo viaggio nelle regioni «non è una passerella. Ci sono dei dubbi a volte, e li chiariamo. Siamo qui per il bene della scuola che appartiene a tutti». L’incontro è durato tre ore. Tre ore intense, a cui hanno partecipato rappresentanti degli Enti locali, della Regione, la sindaca Chiara Appendino, il prefetto Claudio Palomba, i rappresentanti di genitori e studenti, le associazioni che tutelano gli studenti con disabilità, il Terzo settore, scuole paritarie, sindacati (nelle via un presidio della Cub Scuola).Risorse, personale, trasporti, sono stati i temi al centro del confronto. Sui trasporti, tema particolarmente caldo sul fronte della ripartenza delle lezioni, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Fabrizio Manca ha annunciato per la prossima settimana «un confronto specifico».

Il ministro Azzolina a Torino: “Il 14 settembre la scuola riapre per tutti”

«Gli organici e le risorse ci sono. È stato approvato il decreto rilancio, ci sono 1,6 miliardi, un altro miliardo lo stiamo trovando – ha detto la ministra Azzolina – quindi voglio assolutamente rassicurare non solo le famiglie e gli studenti ma anche tutto il personale scolastico». Flc-Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno ribadito le loro perplessità. «Il percorso è molto in ritardo e le soluzioni concrete non sono ancora state definite», ha detto Luisa Limone, segretaria regionale Fcl-Cgil anche a nome delle altre sigle. «Occorre arrivare a settembre con maggiori certezze in relazione all’organico, al sistema dei trasporti, al diritto allo studio per tutti gli allievi, anche di quelli più fragili e in difficoltà. Alla ministra – ha aggiunto – abbiamo sottolineato la necessità che tutti tornino a scuola insieme. Poi, c’è un aspetto di fondo: mancano indicazioni nazionali che dicano alle scuole cosa possono o non possono fare. Il tempo scuola, in primo luogo. Per esempio, un dirigente scolastico durante l’incontro ha dato come possibile l’eventualità che la scuola dell’infanzia termini alle ore 14. Ma si tratta di scelte pedagogiche significative. Diverso è se mangi, se dormi a scuola: tutto qualifica il progetto didattico. C’è il rischio che a parità di scuola primaria si abbiano situazioni molto diverse. Ma se questo ha un fondamento pedagogico è un conto, se è motivato da ragioni di edilizia, trasporti o organico un altro». Franco Coviello, segretario regionale Snals ha spiegato alla ministra che «la Direzione Regionale ha fatto con il Politecnico un lavoro egregio nel preparare la riorganizzazione della scuola con il giusto distanziamento. Ora la decisione è di Roma: se le classi devono essere di 15 alunni, il personale dov’è? Oggi non esiste l’organico, non sappiamo come devono essere messi gli alunni nelle classi. Manca un mese. Se le cose non funzioneranno, avremo una ribellione che ce la ricorderemo per la vita».

Per Elisa Trovò, presidente del Coordinamento Genitori Democratici «è difficile pensare che a settembre tutto possa essere funzionante, anche se tutti lavorano per arrivarci. Il tema è la responsabilità: il rischio zero non esiste, quindi bisogna trovare equilibrio tra la tutela della salute e la convivenza scolastica. Per i bambini la didattica a distanza non è sostenibile, necessitano di socialità. E questo anche nel segno di evitare disuguaglianze. Ieri i contagi in Piemonte erano sei, ma il virus potrebbe riprendere potenza: penso che si debbano immaginare più scenari e incrementare la relazione scuola-famiglia. Poi, e non se n’è parlato, bisogna che le scuole siano supportate dalla sanità».

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Scuola, la ministra Azzolina vuole ripartire. Ma tarda il via ai lavori nelle aule ultima modifica: 2020-07-19T09:28:47+02:00 da Gilda Venezia
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