Scuole dell’infanzia, le maestre: «Il ritorno in classe fa paura»

di Jimmy Milanese, Alto Adige, 12.5.2020

– La protesta. Un gruppo di insegnanti ed educatrici manifesta la sua contrarietà alla riapertura possibile dal 18 maggio «Siamo le prime a voler riprendere l’attività con i bambini, ma le condizioni imposte sarebbero deleterie soprattutto per loro».

Merano. «Abbiamo paura a ritornare in classe già il 18 maggio». Questo il messaggio di un gruppo di maestre ed educatrici di diverse scuole materne del meranese, contrarie all’imminente riapertura delle strutture per la cura dei bambini, dopo la decisione della giunta provinciale che fissa per il 18 maggio la data di possibile riattivazione di questo servizio pubblico all’infanzia. Un grido da parte di una ventina di insegnanti ed educatrici specializzate: «Abbiamo paura a metterci la faccia con i nostri nomi, in questa protesta, per paura di ripercussioni da parte dei nostri superiori». Il messaggio utilizza un linguaggio chiaro e pacato. Spiega in modo dettagliato quali sarebbero i problemi pratici nella riapertura anticipata di asili e scuole elementari. «Noi siamo le prime a volere tornare al lavoro con i nostri bambini – spiegano le educatrici – perché comprendiamo benissimo come per far ripartire l’economia sia necessario trovare una sistemazione per i figli dei genitori che ora devono lavorare». Ad ogni modo, in un momento di convivenza con il virus, la riapertura di scuole ed asili viene giudicata prematura dalle educatrici stesse.

Le ragioni.

Spiegano le maestre: «Il bambino, almeno fino a sei anni, ha bisogno di contatto fisico e di stabilire una relazione emotiva stabile con la sua educatrice e con i suoi compagni, cosa che sarebbe impossibile se venissero seguite le regole sul distanziamento sociale». Nella lunga lettera, le educatrici spiegano come un ritorno dei bambini negli asili e nelle scuole snaturerebbe il loro ruolo e la loro professionalità, trasformandole in operatrici assistenziali con la mascherine, impossibilitate a prendersi realmente cura dei bambini. Gli obblighi di distanziamento sociale, l’impossibilità di far giocare i piccoli, se non da soli, e il pensiero di doverli richiamare continuamente a non avvicinarsi ad altri coetanei, rischierebbe di produrre in loro danni relazionali irreparabili e a lungo termine, spiegano le educatrici.

A questo proposito, la normativa approvata dalla Provincia per la riprese delle attività scolastiche e all’infanzia prevede la costituzione di classi di massimo quattro bimbi, fino ai sei anni di età, e classi di massimo sei bambini sopra i sei anni. Già questa situazione comprimerebbe di molto la fondamentale possibilità di interazione tra i piccoli, annullata dal fatto che secondo le normative approvate i giocattoli e il materiale didattico di classe dovrebbe essere disinfettato ad ogni utilizzo. Ancora più complesso, aggiungono le educatrici, sarebbe il mantenimento della distanza tra di loro, soprattutto in situazioni critiche che quotidianamente accadono nelle classi. Il ritorno, giudicato prematuro soprattutto per i bambini dai 0 a 3 anni, viene criticato anche nelle modalità della sua realizzazione, per via del fatto che l’accettazione dei bambini in classe dovrà essere preceduta da una richiesta da parte delle famiglie, nella quale deve risultare che entrambi i genitori sono impegnati in attività lavorative. «Quindi – chiedono le educatrici alla Provincia – dopo due mesi di interruzione delle attività dovremmo ricostituire le classi e il clima di gruppo spezzato due mesi fa, e per un solo mese effettivo di lavoro ristrutturare un metodo educativo consolidato da anni di lavoro?».

Termometro.

Altra questione è relativa all’obbligo – secondo il protocollo sanitario – di controllo della temperatura corporea tanto degli operatori quanto dei bambini ammessi alle classi. Infatti, secondo le disposizioni in corso, la rilevazione della temperatura deve essere effettuata giornalmente. Ma in questo caso, si chiedono le educatrici, «come possiamo misurare la febbre ogni singolo giorno a tutti, e a quale scopo se ormai sappiamo che esiste una buona fetta della popolazione che è portatrice asintomatica del virus?». Situazione potenzialmente esplosiva, se un bambino asintomatico dovesse infettare un educatore e questo, magari, si ritrovasse a portare a casa, quindi in famiglia, il virus senza rendersene conto immediatamente. Con il rischio che in pochi giorni la struttura stessa debba essere richiusa e tutto il personale, ma anche i bambini e le loro famiglie, debbano essere sottoposti a controlli sanitari. Ancora più complesso è limitare il pericolo del contagio nelle scuole dell’infanzia, dove le operatrici sono chiamate anche ad imboccare i bambini, cambiare loro i pannolini e, in caso di pianti, prenderli in braccio. Infine, con il persistere della carenza di mascherine anche nel comparto sanitario, il grido di aiuto da parte di insegnanti ed educatrici arriva a chiedere quale sarà il supporto della amministrazione pubblica in termini di fornitura di dispositivi di sicurezza e igienizzazione dei locali, una volta che i bambini torneranno a frequentare le loro classi. Insomma, domande alle quali le educatrici vorrebbero una risposta chiara e rassicurante, prima di dovere rientrare in servizio.

Esigenze.

A quanto sembra, la richiesta di posticipare la riapertura delle strutture dell’infanzia, delle scuole materne ed elementari si scontra con un’altra esigenza da parte della Provincia che per riaprire le attività e ridare la possibilità alla popolazione di tornare al proprio posto di lavoro, ha assoluto bisogno di organizzare un servizio di assistenza all’infanzia. Per questo motivo, spiegano dagli uffici provinciali, in un primo momento la chiamata di educatori ed insegnanti sarà a carattere strettamente volontario, senza però escludere una precettazione d’ufficio, in caso il loro numero non dovesse essere sufficiente a coprire le esigenze di cura e custodia dei bambini accettati per il ritorno nelle classi.

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Scuole dell’infanzia, le maestre: «Il ritorno in classe fa paura» ultima modifica: 2020-05-14T06:31:28+02:00 da Gilda Venezia
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