Scuole in affanno sui corsi estivi: molte puntano a settembre

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di Eugenio Bruno e Claudio Tucci, Il Sole 24 Ore, 24.5.2021.

Gilda Venezia

Che fosse «ponte per settembre» lo ha detto lo stesso ministro Patrizio Bianchi quando, circa un mese fa, ha lanciato il “piano estate” per il recupero degli apprendimenti e della socialità provati da oltre un anno di Dad. Ma il rischio è che le scuole, soprattutto le superiori, lo prendano alla lettera e rimandino a dopo le vacanze i programmi per il rafforzamento delle competenze di base. Nonostante la prima tranche di aiuti – i 150 milioni previsti dal decreto Sostegni-1, a cui si aggiungono i 320 milioni del bando Pon appena concluso e i 40 per il miglioramento dell’offerta formativa che scade domani – sia già stata distribuita, da una prima ricognizione del Sole 24 Ore del Lunedì, sono pochi gli istituti scolastici con un programma approvato. Forse la libertà di adesione all’iniziativa, sia per studenti che per docenti, non aiuta. E non è un caso che anziché stanziare nuovi fondi, come ha fatto invece per i centri estivi dei Comuni che portano a casa 135 milioni, il Sostegni-bis si sia limitato ad autorizzare il titolare dell’Istruzione a prevedere con un’ordinanza che «a partire dal 1° settembre 2021 e fino all’inizio delle lezioni siano attivati, quale attività didattica ordinaria, l’eventuale integrazione e il rafforzamento degli apprendimenti». Ricalcando una formula già utilizzata (con scarso successo) un anno fa.

Le resistenze sul territorio

La specifica di «attività didattica ordinaria» non è casuale. Serve quasi a ricordare agli insegnanti che se a giugno, luglio e agosto possono anche non partecipare, a settembre la musica cambia. E fino all’avvio delle lezioni, che sarà scelto con le Regioni, un minimo di recupero degli apprendimenti va calendarizzato. Il punto è che, anche dove i finanziamenti sono già arrivati – come i 150 milioni del Dl Sostegni (in media circa 20 euro a studente) che sono andati principalmente alle scuole lombarde (23,5 milioni), campane (16,8 milioni), laziali e siciliane (entrambe a 14 milioni), emerge una fotografia a macchia di leopardo. In diversi territori, specie con il mare vicino, gran parte delle attività guardano a settembre. Sui mesi precedenti pesa il freno dei docenti a progettare nuove attività, oltre al fatto che con l’organico aggiuntivo Covid in scadenza e senza Ata è difficile tenere aperti laboratori e palestre.

Le best pratices

Ma c’è anche chi si è già organizzato. All’istituto Giulio Natta di Bergamo, ad esempio, la preside Maria Amodeo ha programmato tutte e tre le fasi, aprendo a un sistema stile campus: «A giugno e fino ai primi di luglio faremo attività di recupero di apprendimento e orientamento – racconta -. Fino a dopo Ferragosto coinvolgeremo altri enti e istituzioni, come volontariato e associazioni sportive, mettendo a disposizione i locali scolastici. Dopo Ferragosto riprenderemo la modalità campus con laboratori condivisi con altri istituti». Anche al liceo «Giovanni Marinelli» di Udine, il preside Stefano Stefanel, prevede diverse iniziative: matematica d’estate, danza libera, fisica, fitness club e altre ne arriveranno. E così all’istituto comprensivo Parri-Vian di Torino: «Abbiamo fatto un mega progetto – racconta il dirigente Giampaolo Squarcina -. Si terranno una serie di laboratori trasversali di sviluppo delle competenze, i ragazzi delle secondarie di primo grado andranno a scuola fino al 2 luglio».

Un ulteriore segno di vitalità arriva dall’esito del bando Pon da 320 milioni. Le scuole che hanno fatto domanda sono quasi 6mila (di cui oltre 5mila statali). Per la soddisfazione del ministro Bianchi: «È un bel risultato, c’è stata grande partecipazione da parte delle scuole. Abbiamo semplificato molto le procedure andando incontro anche a richieste del mondo scolastico. I Pon rappresentano uno dei tre filoni di finanziamento del piano che beneficia anche di 150 milioni del primo decreto sostegni, fondi che sono stati già distribuiti equamente alle scuole di tutta Italia sulla base del numero di alunni affinché ciascun Istituto potesse avere una quota di risorse a disposizione per progettare le proprie attività». Ma adesso sta ai singoli istituti attivarsi.

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Scuole in affanno sui corsi estivi: molte puntano a settembre ultima modifica: 2021-05-24T06:35:15+02:00 da Gilda Venezia

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