Rientro a scuola, il cerino rimarrà in mano alle scuole!

dal blog di Gianfranco Scialpi, 15.6.2020.

Rientro a scuola, alla fine il “cerino rimarrà in mano alle scuole”.

Rientro a scuola, dall’Amministrazione centrale alle Regioni e per finire agli Enti locali… “Il cerino rimarrà in mano alle singole scuole”. Scenario molto probabile.

Rientro a scuola, i documenti degli esperti

Rientro a scuola, la situazione è in stallo. Il Comitato tecnico scientifico ha individuato la cornice sanitaria (28 maggio 2020) e la Commissione Bianchi quella organizzativa (9 giugno 2020).
Il punto di incontro tra i due documenti è il distanziamento fisico di “almeno 1 metro”. La regola giustifica gli impegni affidati da P. Bianchi alle scuole che in piena autonomia dovranno adattare il numero degli alunni per classe in ragione degli spazi disponibili; rimodulare l’orario annuale obbligatorio e l’unità oraria (40-45 minuti); definire l’impegno degli insegnanti mediante il ricorso alle ore aggiuntive; incrementare gli spazi di apprendimento, interni ed esterni agli edifici scolastici…

Le idee delle Regioni

Ovviamente non potevano essere ignorate le Regioni. Queste sono le  indicazioni rese note dall’ Assessora regionale della Liguria Ilaria Cavo: “prevedere uso mascherine per ingresso e uscita e in movimento, ma di escludere l’uso al banco durante l’ora di lezione… Ci siamo espressi sulle fasi di ingresso e di uscita dalla scuola escludendo lo scaglionamento per classi – ha continuato Cavo – È previsto ingresso e uscita con il distanziamento di un metro, ma non frazionamento delle classi. Per questo abbiamo chiesto un rafforzamento del personale non docente nelle scuole e posto come misura per il distanziamento degli alunni i due metri quadri di spazio compreso il banco a garanzia del ragazzo. Per il consumo del pasto ci siamo espressi in modo chiaro affinché ci siano regole trasparenti, ma consentendo il consumo a scuola. Sulla didattica a distanza – ha concluso – la tendenza è quella di non ammettere la distanza né per il primo ciclo scolastico, né per il secondo grado. La posizione delle regioni è stata quella di escluderla perché si vuole ripartenza in presenza. È stato posto poi il distanziamento della cattedra rispetto alla prima fila di banchi per permettere il distanziamento del docente del docente dagli alunni senza ulteriori complicazioni”

Una facile previsione

Ai fini di una riflessione libera da condizionamenti, occorre riportare il pensiero della Ministra e di A. Ascani (Viceministra). La prima ha dichiarato: “Stiamo facendo tutto il possibile per riportare tutti, bambini e ragazzi, a scuola in presenza. Ovviamente il territorio nazionale è molto diverso, ci sono più di 8mila autonomie scolastiche e 40mila edifici. Noi daremo una cornice, delle linee guida e un pacchetto di strumenti. Ogni scuola dovrà poi declinare come far ripartire l’anno”. A. Ascani conferma questa linea in questa intervista   (minut0 5:50-6:57 ca).
Tutto bene allora?
Purtroppo la situazione è critica a livello di grandi comuni e città metropolitane. La carenza di locali è reale. Se così non fosse non si comprende perché le scuole diventano sede di seggio elettorale.
Come andrà a finire? Il cerino rimarrà in mano alle singole scuole che dovranno individuare soluzioni anche logistiche interne (in molti casi l’impresa è impossibile per la carenza di spazi). Sarà un impresa ardua e impossibile. Se l”Amministrazione non creerà le condizioni, declinate soprattutto in risorse economiche, temo che si applicherà la soluzione più realistica: la didattica mista! Quella  estrema è il proseguo della Dad. Ma non voglio credere a quest’ultima soluzione. Sarebbe un pessimo segnale!

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Rientro a scuola, il cerino rimarrà in mano alle scuole! ultima modifica: 2020-06-15T21:58:13+02:00 da Gilda Venezia
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