Smartphone in classe: il problema è dei prof

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Pasquale Almirante, La Tecnica della scuola  1.10.2017

– Non è un problema degli studenti, ma degli adulti. Sono loro che ogni mattina sono costretti ad abbandonare il mondo reale per entrare nel mondo antico della scuola, nel quale nulla si sa di quello che avviene nel mondo reale. Professioni del futuro? Novità in ambito tech e robotico? Coworking e Smartworking? Realtà virtuale ed aumentata? Vita quotidiana in altre parti del mondo? Quanti studenti italiani sentono oggi parlare in maniera oggettiva ed obiettiva di queste cose? Nessuno!

Uno studente scrive all’Agi, denunciando l’arretratezza della scuola italiana, “antica”, che non si accorge delle innovazioni tecnologiche con cui la didattica potrebbe prendere strade nuove e aggiunge: “Smettiamola di nasconderci dietro un dito: tutti gli studenti già lo fanno e tutti gli insegnanti lo sanno (e spesso lo fanno in classe!). Studenti e insegnanti usano da sempre gli smartphone a scuola. 

Gli insegnanti sanno bene che l’unico modo per impedirne l’utilizzo smodato non è il divieto, ma il rendere interessante la loro lezione e divertente l’apprendimento. Solo che qui casca l’asino! Perché questo prevede uno stravolgimento del modo di pensare e di lavorare, un apprendimento ed un aggiornamento continui ed una messa in atto di nuovi metodi e soprattutto una ‘misura’ della capacità e – perché no? – della passione di ogni insegnante. Perché se un insegnante non è per primo appassionato della sua materia, non riuscirà mai in questo obiettivo! Tutte cose di cui il mondo antico ha fatto tranquillamente a meno fino ad oggi!

A Boston si discute ad altissimi livelli su una domanda: il robot può sostituire l’insegnante? Uno dei massimi esperti laggiù afferma che se un insegnante può essere sostituito da un robot, allora bisogna farlo in fretta perché sta facendo solo danni! Chissà se sapesse che in Italia è normale che gli insegnanti affermino di non avere il computer a casa! Forse al Ministero dell’Istruzione dovrebbero occuparsi prima di questo… Leggo poi che non tutti hanno lo smartphone. Non è vero. Anche questo è un problema da adulti. Mica tutti abbiamo l’ultimo modello di Iphone o le Hogan nei piedi. Eppure non è un problema nostro. Quando si finiscono i giga, ci sarà sempre un compagno di scuola che ne avanza e che è disponibile ad aprirti l’hotspot finché il tuo contratto non si rinnova.

Tanto le scuole del mondo antico non hanno mica collegamenti internet adeguati alla richiesta ed utilizzabili!

Il nostro mondo reale è strettamente collegato al mondo digitale ed entrare ogni mattina nel mondo antico non fa che accrescere ulteriormente il nostro bisogno di restare connessi al mondo reale. L’unica soluzione possibile è quella di evolvere il mondo antico a mondo reale.

Gli smartphone sono un potente mezzo per qualsiasi materia, l’abilità dei docenti sarà quella di rendere interessanti le loro lezioni per fare in modo che gli studenti non si distraggano”.

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Smartphone in classe: il problema è dei prof ultima modifica: 2017-10-01T09:36:38+01:00 da Gilda Venezia
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