«Tampone obbligatorio per i prof»

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di Claudio Tucci, Il Sole 24 Ore, 2.8.2020.

Gilda Venezia

«Leggo, e sento dagli organi di informazione, di un 30% di insegnanti appena che sta facendo i controlli sanitari prima di rientrare in servizio. Io penso che serva una rapida moral suasion, e un salto culturale: tra una manciata di giorni affideremo a un milione di docenti e personale scolastico i nostri figli, il bene più prezioso che abbiamo, e mi aspetto che entrino a lezione in presenza in un posto sicuro, così come lo sono le fabbriche. Se non ci sarà questo atto di responsabilità e di generosità, fondamentali per tutelare l’intero ambiente scolastico, vale dire non solo chi ci studia ma anche chi ci lavora, allora mi rivolgo al governo perché preveda, per legge, il tampone obbligatorio a tutti i professori che entrano in classe».

Per Gianni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, sulla scuola non possiamo sbagliare: «Mentre si discute sul “feticcio” del banco monoposto ci sono due questioni di fondo che continuano a non trovare una loro soluzione. La prima riguarda la salute, l’altra riguarda gli insegnanti. Mi chiedo come siano divise le responsabilità fra scuola e famiglia con riferimento alla salute degli studenti. Quando si chiede alle imprese di utilizzare il termoscanner per misurare la febbre a chi entra in azienda si attribuisce una chiara responsabilità al datore di lavoro in ordine al controllo sulla salute delle persone presenti in impresa. Perché non dovrebbe essere così anche per le scuole? Quello che non si capisce è perché non si dica chiaramente che da un lato le famiglie hanno l’obbligo di controllare lo stato di salute dei figli prima di accompagnarli a scuola o di metterli su un mezzo pubblico ma, nel contempo, la scuola deve comunque accertare la temperatura dei ragazzi? Gli strumenti ci sarebbero. Serve una chiara condivisione delle responsabilità: non scaricarle solo addosso sulla scuola o, al contrario, sulle famiglie. Quello che spaventa è l’ambiguità delle scelte e la mancanza di un piano B».

Per Brugnoli il “core business” «non sono i professori e i loro certificati. Qui il problema sono gli studenti. Assecondare gli insegnanti che non vogliono fare test e tamponi fa emergere che i diritti delle nuove generazioni non sono una priorità. Non assicurarsi che la didattica sia rinnovata, premiando i bravi insegnanti e selezionando giovani talenti, conferma questa tendenza. C’è da chiedersi se il ministero dell’Istruzione sia a conoscenza e si sia fatto carico delle attuali competenze digitali dei nostri insegnanti. Sono stati preparati i docenti alla didattica a distanza, uscendo dalla logica emergenziale, visto che la pandemia non finisce oggi e continuerà? La ministra Lucia Azzolina sta, poi, pensando a delle soluzioni innovative per ricostruire il link con le imprese? Abbiamo una disoccupazione giovanile che ha superato il 30%, non è colpa del Covid ma è una questione strutturale. E si affronta solo partendo dalla scuola».

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«Tampone obbligatorio per i prof» ultima modifica: 2020-09-03T06:36:34+02:00 da Gilda Venezia
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