Una scuola a metà prezzo

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di Pietro Ratto,  Bosco ceduo  8.3.2016

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–  Tanto il primo quadrimestre non serve a niente, prof.

Commenta così, l’alunno, la mia disapprovazione per un’interrogazione appena andata male.

Interrogazione di recupero, per l’esattezza. Un recupero relativo a un’insufficienza riportata sulla pagella del primo quadrimestre ed evidentemente non ancora sanata.

Il primo quadrimestre non serve a nulla! Pazzesco. E ancor più pazzesco è il fatto che il ragazzotto abbia assolutamente ragione. Resto lì inchiodato, con la penna in mano, e rimembro.

Tre anni fa, dal Preside: “Non ha senso che gli studenti continuino a non studiare gli argomenti che facciamo nel primo quadrimestre, dato che sanno benissimo che la promozione si decide solo sulla base della media dei voti riportati nel secondo! Propongo che a giugno si esprima una valutazione che tenga conto dell’intero anno scolastico”. Ottima idea: il contesto appropriato per avanzare tale proposta, però, è il primo Collegio Docenti del prossimo anno. In quell’occasione ne parli pure.

Così avevo atteso un anno per cogliere l’occasione, e ne avevo parlato. Risultato? Purtroppo questo non è il contesto appropriato. Che se ne parli nella prossima riunione di Dipartimento.

Anche quella riunione era “finalmente” giunta, e il responso? Non possiamo parlarne: l’argomento non è stato inserito all’ordine del giorno.

Quindi era passato un altro anno scolastico, e quello successivo si era aperto con un Collegio in cui non ero presente. E in cui si era deciso esattamente l’opposto di quanto avrei voluto proporre: l’interrogazione di recupero dell’insufficienza del primo periodo sarebbe stata valutata, da lì in avanti, con un giudizio che in alcun modo avrebbe fatto media con i voti del secondo periodo.

Eccolo lì, quindi, lo studente che adesso si fa beffe di me. Di me e di tutti quelli che, in giro per l’Italia, credono ancora nella possibilità di fare istruzione ed educazione in modo serio. Ecco invece dov’è finita tutta quella demagogica tirata sull’importanza e la sacralità del recupero nella Scuola dell’Autonomia!

E allora mi chiedo, siamo davvero sicuri che questa cosa sia regolare? C’è scritto da qualche parte che la promozione ce la si guadagni studiando soltanto metà del programma? E a prescindere dal fatto che la maggior parte degli insegnanti italiani, evidentemente, si accontenta che i propri alunni conoscano a sufficienza il cinquanta per cento di quanto spiega, siamo davvero certi che se uno dei pochi studenti scrupolosi, una di quelle mosche bianche che studiano anche durante il primo quadrimestre per puro spirito di sacrificio o perché c’è ancora in giro qualche folle genitore che insegna ad adempiere ai propri doveri a prescindere dalla convenienza personale – siamo davvero sicuri, dicevo, che se uno di questi pazzi alunni che studiano gratis decidesse di ricorrere contro questo schifoso sistema, che premia sempre e solo i lavativi ed i furbetti, non farebbe saltare in aria, in un attimo, migliaia di scrutini?

Una scuola a metà prezzo ultima modifica: 2016-03-19T05:07:47+01:00 da Gilda Venezia
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