Vaccini, rebus per i certificati del personale. E il Pd sul vicario ci ripensa

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di Franco Bastianini,  ItaliaOggi  25.7 2017

– Nel decreto legge 73/2017 contenente disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, il testo che nei prossimi giorni sarà convertito in legge dalla camera dopo l’ok del senato, solo oneri per le istituzioni scolastiche che in primis dovranno consentire l’applicazione puntuale delle norme ivi contenute.

Nel decreto legge 73/2017 contenente disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, il testo che nei prossimi giorni sarà convertito in legge dalla camera dopo l’ok del senato, solo oneri per le istituzioni scolastiche che in primis dovranno consentire l’applicazione puntuale delle norme ivi contenute. In particolare gli operatori scolastici dovranno, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge, presentare negli istituti in cui prestano servizio una dichiarazione comprovante la propria situazione vaccinale. Cosa accadrà in assenza della certificazione è un rebus.

Nel testo non c’è invece alcuna traccia degli emendamenti presentati nel corso dell’esame del decreto legge sia nelle Commissioni competenti che nell’Aula di Palazzo Madama, emendamenti che se accolti avrebbero potuto consentire, appunto, alle istituzioni scolastiche una regolare, puntuale e rapida applicazione dell’obbligo di vaccinazione e maggiori controlli sull’assolvimento di tale obbligo da parte delle famiglie degli alunni.

La maggior parte degli emendamenti sono stati infatti dichiarati improponibili quali ad esempio quelli che proponevano un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di personale Ata per la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico di diritto e di fatto e la costituzione di un organico di rete, con l’inserimento del profilo di assistente tecnico nella scuola del primo ciclo o un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di dirigenti scolastici per la copertura di tutti i posti vacanti al fine di superare gli incarichi di reggenza con apposita procedura concorsuale. Inammissibile quello che avrebbe consentito agli assistenti amministrativi con almeno tre anni di servizio svolto negli ultimi otto anni nelle mansioni di direttore dei servizi generali ed amministrativi di partecipare alla futura procedura concorsuale per l’assunzione dei direttori dei servizi anche in deroga ai requisiti professionali previsti.

L’unico emendamento presentato da Francesca Puglisi (Pd) non dichiarato a priori inammissibile era quello che proponeva, limitatamente all’anno scolastico 2017/2018, l’introduzione del docente vicario esonerato dall’insegnamento nelle istituzioni scolastiche di dimensioni superiori ai limiti e affidate in reggenza in assenza di dirigenti scolastici titolari. L’emendamento è stato però ritirato in aula dalla relatrice Patrizia Manassero (Pd).

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Vaccini, rebus per i certificati del personale. E il Pd sul vicario ci ripensa ultima modifica: 2017-07-25T08:28:48+02:00 da Gilda Venezia
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