Certificazione delle competenze: gli esiti della sperimentazione

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Notizie della scuola,  12.11.2015.  

– Pubblicato il Rapporto di monitoraggio sulla certificazione delle competenze per il I ciclo, con gli esiti della rilevazione effettuata nel giugno – luglio 2015 relativa all’adozione sperimentale dei nuovi modelli nazionali di certificazione.

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La certificazione delle competenze nelle scuole del primo ciclo assume una prevalente funzione educativa e di documentazione di un percorso formativo di base: non un mero adempimento amministrativo, dunque, ma un’occasione per contribuire ad arricchire le pratiche valutative in coerenza con il quadro pedagogico delle Indicazioni Nazionali.

Con questo spirito la circolare n. 3 del 2015 ha dato avvio all’adozione sperimentale dei nuovi modelli nazionali di certificazione delle competenze nelle scuole del primo ciclo di istruzione. Sperimentazione che, nella prima fase, ha visto il coinvolgimento di quasi 1500 scuole, le quali hanno studiato, sperimentato ed attuato i modelli proposti, manifestando un notevole gradimento per le nuove modalità di certificazione, ma sollecitando, al contempo, integrazioni ed approfondimenti in riferimento ad alcuni aspetti significativi.

Gli esiti del primo anno di sperimentazione, curato a livello nazionale dal Comitato scientifico nazionale per le Indicazioni e a livello locale dagli appositi Staff regionali, sono sintetizzati nel rapporto di monitoraggio pubblicato dal Miur, che costituisce la base di riflessione per la progressiva generalizzazione dei nuovi modelli nell’anno scolastico 2015/2016 ed, infine, l’adozione obbligatoria per tutte le scuole del primo ciclo.

Il lavoro sin qui svolto dalle scuole potrà costituire un utile riferimento in vista della delega legislativa di cui al comma 181, lettera i) dell’articolo 1 della legge 107 del 2015, in materia di revisione delle modalità di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti del primo ciclo di istruzione.

Le questioni emergenti dalle osservazioni delle scuole evidenziano come i nuovi modelli di certificazione non rappresentano solo il “cambio” di format di un attestato, ma implicano una retro-azione sulle pratiche valutative, didattiche e progettuali. Tutto ciò richiede adeguati tempi di sedimentazione. Ecco perché la circolare n. 3/2015 ha prefigurato un itinerario sperimentale e non la semplice applicazione di un decreto ministeriale. L’ipotesi è che nell’anno scolastico 2015-16, una volta ricevute e analizzate le osservazioni delle scuole, lo strumento sia progressivamente “affinato” e sottoposto ad un ulteriore momento di “prova sul campo” attraverso la sua generalizzazione (cioè una ulteriore estensione), puntando soprattutto sulla rete delle scuole sperimentali.

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