Deleghe in bianco, c’è da aspettarsi brutte sorprese?

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Lucio Ficara,  La Tecnica della scuola  2.1.2016.  

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Il nuovo anno è ormai arrivato. C’è da dire che il 2016 è un anno bisestile, infatti quest’anno febbraio sarà di 29 giorni e l’anno nel suo intero ne avrà ben 366. Un giorno in più per potere completare, con le preoccupanti deleghe in bianco, la vituperata legge 107/2015.

Speriamo solo che non si avveri per insegnanti e studenti il tanto temuto proverbio popolare: “Anno bisesto, anno funesto”. Infatti i docenti della scuola pubblica sono fortemente  preoccupati che  il Governo abbia intenzione di riformare il loro profilo giuridico attraverso la riscrittura del Testo Unico della scuola.

Sulla riforma del testo unico già si sta lavorando da qualche mese, ma il riserbo sulle prossime novità che vedranno coinvolti gli insegnanti è totale.

Come mai nessuno parla più delle deleghe in bianco della riforma della scuola, lasciate in mano alla decisione del Consiglio dei ministri? Probabilmente il motivo più logico di questo silenzio assordante, è quello che i provvedimenti che verranno presi con queste deleghe, non sono troppo popolari da essere anticipati liberamente. Ma cosa bolle in pentola?

Quali potrebbero essere i provvedimenti ostili agli insegnanti? Intanto è utile ricordare che nel comma 180 della legge 107/2015 è scritto che Il Governo è delegato ad adottare, entro diciotto mesi  dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi al fine di provvedere al riordino, alla semplificazione e alla codificazione  delle  disposizioni  legislative  in  materia  di istruzione, anche in coordinamento con le disposizioni di legge.

Il timore è che si possa mettere mano al profilo giuridico dei docenti diversificandoli e collegandoli a un nuovo meccanismo di progressione della carriera, di scatti stipendiali e di orario di servizio. Una sorta di livelli di carriera stabiliti per legge e forse collegati anche al cosiddetto merito e alla valutazione degli stessi insegnanti. Quindi le deleghe, che vedranno la luce sicuramente entro il 2016, non sarebbero altro che dei corollari del grande teorema “Buona Scuola”.

Quindi occhi aperti e puntati sui nostri governanti, in quanto la vera Buona Scuola deve ancora arrivare e nessuno sa bene cosa potrà esserci scritto. Anche il contratto della scuola non può essere rinnovato senza che prima vengano scritte queste deleghe, proprio per il fatto che molte delle cose che riguarderanno le deleghe sono questioni prettamente contrattuali.

Se veramente il Governo tiene alle relazioni sindacali, perché non rinnova subito il contratto e  curva le deleghe sugli accordi sindacali? La verità è che le relazioni con i sindacati non esistono più da tempo e anche sulla mobilità si sta giocando una partita pericolosa soprattutto per i sindacati.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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