Addio 2015. Cosa accadrà nel 2016? Dal concorso docenti e dirigenti alle prossime riforme: 0-6, reclutamento, sostegno

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di Nino Sabella, Orizzonte Scuola,  29.12.2015.  
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L’anno 2015 è stato un anno  assai ricco di novità per il mondo della scuola, nondimeno il 2016 si presenta già carico di aspettative e vere proprie “rivoluzioni”, alcune delle quali nascono da provvedimenti posti in essere per il corrente anno scolastico, mentre diverse altre costituiscono delle novità assolute.

La Riforma della Scuola, legge n. 107/2015, attuata in parte nel corrente anno scolastico, costituisce il principale volano di ciò che ci aspetterà per il nascente anno 2016, in quanto diversi provvedimenti in essa previsti dovranno essere ancora attuati, così come le diverse deleghe che la medesima ha affidato al Governo.

Ma quali sono le novità e le sfide che aspettano il mondo della Scuola?

Alternanza scuola-lavoro

La legge n.107/2015  stanzia 100 milioni di euro all’anno per i percorsi di alternanza scuola-lavoro, che  dovrebbero diventare uno strumento fondamentale per facilitare l’inserimento dei nostri studenti nel mondo del lavoro.

I detti  percorsi vengano attuati,  nel secondo biennio e quinto anno, per una durata complessiva di almeno 400 ore negli Istituti tecnici e professionali e di 200 ore nei Licei; saranno obbligatori  per gli alunni che frequentano nel corrente anno scolastico le classi terze.

Nell’arco di un triennio, quindi, l’alternanza scuola-lavoro diventerà obbligatoria per tutti gli studenti del secondo biennio e del quinto anno, circa un milione e mezzo.

Non poche al riguardo sono state le difficoltà delle Istituzioni scolastiche per il fatto che non vi sono sufficienti aziende disposte ad accogliere studenti, soprattutto al Sud.

Auspichiamo che il 2016 possa veder “decollare” i detti percorsi, considerata la loro fondamentale valenza per la formazione dei nostri alunni.

Tutto sull’alternanza scuola-lavoro

Ambiti territoriali

Dovranno essere definiti entro il 30 giugno 2016, ma il Miur vuole costituirli in tempo per le operazioni di mobilità del personale di ruolo per l’a.s. 2016/17. Dovrebbero essere circa 380. Sono state indicate le linee guida

Gli ambiti non potranno avere territori di province o regioni diverse

  • Dovranno comprendere scuole del 1 e del 2 ciclo
  • Dovranno comprendere al loro interno un numero non superiore a 40 mila allievi con deroga a 60mila nelle città metropolitane
  • L’ambito non dovrebbe avere una popolazione scolastica inferiore a 22 mila alunni (previste deroghe motivate come da comma 66 della legge 107 , ad es. caratteristiche del territorio, ecc.)
  • Dovranno comprendere singole istituzioni nella loro interezza
  • Si prevedono deroghe per le 4 province al di sotto di 22mila allievi (Gorizia, Isernia, Verbania, Oristano)

Ambiti territoriali ruoli e mobilità 2016/17: ecco come saranno formati. Linee guida del Miur

Chiamata diretta dei docenti (ovvero incarico triennale conferito dal Dirigente Scolastico sulla base del PTOF)

Tale procedura riguarderà i neoassunti nel 2015/16 (con esclusione dei docenti nominati in fase 0 e A), e coloro che, assunti fino all’a.s. 2014/15, presenteranno domanda di mobilità e saranno soddisfatti nelle loro richieste. Non si tratterà più infatti di mobilità verso una scuola, ma verso un ambito territoriale.

I commi 79-83 della legge 107/2015 prevedono che il dirigente scolastico proponga l’incarico ai docenti presenti nell’ambito territoriale di riferimento, al fine di coprire prima di tutto i posti comuni e di sostegno (poi di potenziamento) per permettere il regolare avvio delle lezioni.

Il dirigente scolastico, nell’assegnazione del detto incarico, terrà conto anche delle candidature presentate dai medesimi docenti e delle precedenze nell’assegnazione della sede ai beneficiari degli articoli 21 e 33 comma 6, 5 e 7; la proposta di incarico triennale deve essere formulata in coerenza con gli obiettivi del PTOF; alla scadenza dei tre anni il contratto può essere rinnovato sempre che sia confacente al piano dell’offerta formativa.

Dai commi suddetti è evidente che il docente non sarà scelto dal dirigente scolastico in base ai punteggi e ai titoli, che sono stati i parametri in base ai quali si è arrivati nell’ambito territoriale richiesto, ma in base al curriculum e alle competenze, che dovrebbero essere  coerenti al PTOF, e a un eventuale colloquio

Mobilità docenti. Ambiti territoriali con contraddizione: ci si arriva per punteggio, poi però è il Preside a sceglierti per l’incarico triennale nella scuola

Concorso docenti

La legge n.107/2015 prevedeva che entro il 1° Dicembre doveva essere bandito un nuovo concorso per il personale docente, tuttavia tale data non è stata rispettata a causa della riforma delle classi di concorso, cui il MIUR ha legato l’emanazione del bando (o meglio dei bandi: uno per la scuola dell’infanzia-primaria; uno per la scuola secondaria; uno per il sostegno) in modo da attribuire i posti in base al nuovo regolamento.
Allo stato attuale, dopo gli annunci del Ministro secondo cui il concorso sarebbe stato bandito al massimo entro la fine del mese di dicembre, non si ha alcuna certezza circa la data di emanazione dei bandi, sebbene sembri che il 24 dicembre 2015 sia stato firmato il DPCM di autorizzazione per 63.712 posti così suddivisi:

  1.  posti comuni 52.828
  2.  posti di sostegno 5.766
  3.  pposti di potenziamento. 5.118

I posti dovrebbero essere contesi,  secondo le diverse stime effettuate, da circa 200.000 docenti.

Tutto sul concorso

Concorso dirigenti

Il 2016 è atteso con ansia, oltre che dai suddetti insegnanti, anche da numerosi altri docenti che attendono il concorso per diventare dirigenti scolastici.

Il concorso, atteso inizialmente per aprile 2015, potrebbe essere bandito dopo le vacanze natalizie e dovrebbe attribuire da 700 a 1000 posti, almeno secondo alcune indiscrezioni trapelate dalla commissione che si sta occupando della redazione del testo.

Tra le novità principali che presenterà il bando, ricordiamo quella secondo cui il corso di formazione dei futuri dirigenti, che supereranno le prove concorsuali, non sarà più organizzato e gestito dalla SNA ma dal MIUR.
Tutto sul concorso dirigenti scolastici.

Tutto sul concorso dirigenti

Mobilità

La mobilità territoriale e professionale per l’anno scolastico 2016/17 è uno dei provvedimenti più attesi dal personale docente di ruolo della scuola, considerate le numerose novità che dovranno caratterizzare il prossimo contratto, prima fra tutte la costituzione degli ambiti territoriali su cui avverranno tutti i movimenti dei docenti sia neo immessi in ruolo (esclusi i docenti assunti nelle fasi 0 e A del piano straordinario di assunzioni) sia immessi entro l’anno scolastico 2014/15 (è chiaro che per questi ultimi la mobilità sarà volontaria).

Com’è noto, gli incontri tra MIUR e OOSS per la definizione del CCNI  hanno visto e vedono le parti su posizioni diametralmente opposte, soprattutto,  per la costituzione degli ambiti territoriali e la conseguente “chiamata diretta dei docenti” e per le disparità di trattamento che sembrano profilarsi in base a quanto dettato dalla legge n. 107/2015.

Tutto sulla mobilità

Piano nazionale scuola digitale

Il 27 ottobre scorso, il ministro Giannini ha presentato il “Piano nazionale scuola digitale” articolato in obiettivi, azioni, risorse, strumenti, tempi di prima attuazione, obiettivi misurabili, alcuni dei intrapresi nel 2015, altri invece da intraprendere entro il 2016.

Il Piano, come affermato dal Ministro, ha una valenza non solo tecnologica ma anche (e soprattutto) culturale: “Risponde alla necessità di costruire una visione di Educazione nell’era digitale”.

Quattro gli ambiti di intervento del Piano:

  1. Strumenti abilitanti: è la parte infrastrutturale, riguarda tutte le azioni relative alla connettività, ai nuovi spazi e ambienti per la didattica, all’amministrazione digitale.
  2. Competenze e contenuti per gli studenti: nuove competenze digitali degli studenti, standard e interoperabilità degli ambienti on line per la didattica, promozione delle Risorse Educative Aperte (OER), esperienze di alternanza scuola
  3. lavoro in imprese digitali sono fra le azioni previste in questo ambito.
  4. Formazione del personale: comprende gli interventi necessari per fare in modo che le persone che lavorano nella scuola – dirigenti, insegnanti, personale amministrativo – siano dotate delle competenze necessarie per guidare la
  5. digitalizzazione della scuola.
  6. Accompagnamento: essenziale per assicurare che il Piano si concretizzi in un cambio di paradigma diffuso e condiviso a tutti i livelli, sia dentro che fuori dalla scuola.

Il Piano avrà come obiettivo primario quello di rendere le nostre Istituzioni scolastiche, gli allievi e conseguentemente il Paese competitivi riguardo all’innovazione digitale, da cui non potrà prescindere alcuna attività economica e amministrativa.

La scuola digitale

PTOF

Il piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) dovrà essere approvato dalle Istituzioni scolastiche entro il 15 Gennaio 2016 o comunque in tempo utile per le iscrizioni. Si tratta di una novità assai rilevante in quanto, rispetto al vecchio POF, il nuovo piano dell’offerta formativa, deve essere strettamente collegato al RAV di ciascuna istituzione scolastica e al conseguente Piano di Miglioramento,  in modo da potenziare quelli che costituiscono i punti deboli dell’Istituzione scolastica in questione.

Il PTOF, partendo dai due documenti  suddetti, definirà la programmazione triennale dell’offerta formativa (non più annuale), le attività di potenziamento al fine di conseguire gli obiettivi delineati al comma 7 della legge n. 107/2015, le attività di formazione per il personale docente e non, i percorsi formativi e le iniziative diretti all’orientamento e alla valorizzazione del merito scolastico e dei talenti, i percorsi di alternanza scuola-lavoro, il fabbisogno dei posti comuni, di sostegno e di potenziamento, il cosiddetto organico dell’autonomia, e il fabbisogno relativo ai posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Si tratta di un compito sicuramente arduo per tutti i soggetti coinvolti nell’elaborazione del Piano: dirigente scolastico, che definisce gli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione; collegio dei docenti che elabora il PTOF in base agli indirizzi definiti dal DS; consiglio d’Istituto che lo approva.

Tutto sul PTOF

Riforma sostegno

Un’altra importante delega, affidata dalla legge n. 107/2015 al Governo, riguarda la riforma del ruolo dei docenti di sostegno.

Riguardo a tale riforma sono state avanzate diverse ipotesi da parte di vari esponenti della compagine governativa.  Di certo sappiamo solo quanto è scritto nella suddetta legge.

L’obiettivo, naturalmente, è quello di favorire l’inclusione scolastica degli alunni disabili e a tal fine si prevede una formazione specifica anche per i docenti curricolari e i dirigenti scolastici.

Quanto ai docenti di sostegno, la legge n. 107/2015 prevede l’istituzione di percorsi universitari appositi affinché i futuri docenti di sostegno possano acquisire le numerose competenze che caratterizzano tale ruolo, senza le quali sembra impossibile favorire l’inclusione degli allievi diversamente abili.

Sembra pertanto profilarsi una carriera  parallela e diversa dei docenti di sostegno rispetto a quelli curriculari.

Tutto sulla riforma del sostegno

Sistema di formazione e reclutamento docenti

Un’altra importante novità, che ci riserverà il 2016, sarà la riforma del sistema di reclutamento e formazione del personale docente, che la legge n.107/2015  ha delegato al Governo.

La formazione iniziale dei docenti sarà affidata alle Università e alle Accademie  che attiveranno, rispettivamente, corsi di Laurea magistrale e corsi di Diploma di laurea di secondo livello coerenti con le classi di concorso disciplinari, al termine dei quali si potrà accedere al concorso nazionale, i cui vincitori saranno assegnati a un’Istituzione scolastica o a una Rete di scuole e saranno assunti con un contratto di tirocinio di durata triennale retribuito.

I docenti assunti con la procedura sopra descritta dovranno conseguire, durante il primo anno di contratto  un diploma di specializzazione; nei due anni successivi, dovranno effettuare il tirocinio formativo facendo propria gradualmente la funzione docente, anche in sostituzione dei colleghi assenti; terminato e superato positivamente il periodo di tirocinio, verranno assunti a tempo indeterminato.

Nuovo sistema di formazione e reclutamento

TFA terzo ciclo

Se circa 200.000 docenti sono in attesa del bando per partecipare al concorso che permetterà loro di entrare di ruolo, numerosi altri insegnanti sono in attesa del  bando per conseguire l’abilitazione all’insegnamento tramite il terzo ciclo del TFA, il cui fabbisogno sarà stabilito solo dopo l’individuazione precisa dei posti da destinare alle diverse classi di concorso.

Il bando, secondo quando indicato dall’amministrazione dovrebbe essere emanato nel mese di  gennaio, tuttavia la CISL, dopo un incontro al MIUR, ha riferito che il bando non sarà emanato prima del mese di febbraio.

Tutto sul TFA

Riforma 0-6 anni

Il 2016 è atteso con grandi speranze anche dai docenti di scuola dell’infanzia, esclusi dalle immissioni in ruolo nell’ambito della fase C del piano straordinario di assunzioni, in attesa della riforma (delegata anch’essa al Governo)  che dovrà istituire il sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, costituito dai servizi educativi per l’infanzia e dalle scuole dell’infanzia.

Tale Riforma, che dovrebbe vedere coinvolti nella gestione e nel finanziamento anche le Regioni e gli Enti locali, non è certo di facile attuazione soprattutto per le differenze non solo di natura economica ma anche organizzativa che contraddistingue le varie Regioni italiane.

Speriamo che detta riforma non resti incompiuta, non solo per gli allievi di tale settore dell’istruzione italiana, ma anche per i docenti attualmente esclusi dal suddetto piano straordinario di immissioni in ruolo e dalla cosiddetta “Buona Scuola”.

Tutto sulla Riforma

Valutazione docenti

Altra novità assoluta, che si concretizzerà nel 2016, è la valutazione dei docenti e il conseguente bonus per i più meritevoli.

Il rinnovato comitato di valutazione avrà il compito di stabilire i criteri in base ai quali il dirigente scolastico dovrà valutare i propri insegnanti e assegnare loro il bonus per la valorizzazione del merito.

Il provvedimento ha suscitato non poche polemiche (come abbiamo riportato in diversi nostri articoli) per le conseguenze che potrebbe avere nelle prestazioni e nel rendimento dei docenti, i quali, secondo quanto sostenuto da coloro che hanno espresso le loro riserve in merito, potrebbero essere condizionati nello svolgimento della loro professione.

Ne riparleremo a tempo debito e vedremo quali saranno gli effetti.

Tutto sulla valutazione

Il 2016, dunque, si prospetta ricco di novità e provvedimenti importanti per le Istituzioni scolastiche, per il personale docente e per gli alunni.

Auspichiamo che quanto prospettato si realizzi pienamente, in modo da innalzare i livelli qualitativi   delle nostre Istituzioni scolastiche e da attribuire all’Istruzione quel “peso” quel valore che merita.

Un ultimo pensiero lo rivolgiamo al personale ATA, trascurato totalmente dalla legge di Riforma della scuola, il cui lavoro però è di fondamentale importanza per il buon funzionamento delle Istituzioni scolastiche. Speriamo che nel 2016 il MIUR presti a tale personale l’attenzione che merita.

Addio 2015. Cosa accadrà nel 2016? Dal concorso docenti e dirigenti alle prossime riforme: 0-6, reclutamento, sostegno ultima modifica: 2015-12-29T22:04:19+00:00 da Gilda Venezia

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