Classi pollaio, il record stagionale in Umbria

scialpi_logo16

dal blog del maestro Scialpi, 11.8.2018

– Classi pollaio, dalle parole ai fatti. In Umbria si è stabilito il record stagionale.
Il caso conferma tutte le mie riflessioni.

Classi pollaio, un esempio di applicazione di una normativa antipedagogica

Ieri (11 agosto) è stata pubblicata su OrizzonteScuola una lettera sul fenomeno delle classi pollaio. Ecco qualche passaggio
” Il suddetto Liceo si articola in quattro indirizzi; Classico, Scientifico, Linguistico e Scienze Umane e ciò che mi induce a scriverLe è la decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria che, applicando la normativa in essere, non ha previsto lo sdoppiamento della prima classe del Liceo Scientifico nonostante i 39 ragazzi iscritti di cui uno diversamente abile con sostegno. A nulla sono valse a tutt’oggi le accorate richieste fatte dal Dirigente Scolastico Sergio Guarente…  Il senso di impotenza e rabbia scaturisce dal fatto che, evidentemente, si ritiene che la soluzione imposta dalla normativa sia perfettamente compatibile con il diritto costituzionale allo studio e lo rispetti anche nel più ampio senso di assicurare a tutti le migliori condizioni per un’efficace formazione attuando i più elementari principi pedagogici.”

Si ignora ogni esigenza educativa, compresa l’attitudine del ragazzo

l’Ufficio Scolastico Regionale auspicherebbe che fosse il Dirigente Scolastico a “convincere” i genitori circa l’indirizzo al quale iscrivere il proprio figlio. Della serie: non possiamo permetterci che ognuno possa liberamente scegliersi un proprio progetto educativo. Sarebbe sufficiente, quindi, secondo tale visione, “motivare”, ad esempio, una decina di ragazzi a passare dall’indirizzo Scientifico a quello delle Scienze Umane e il gioco sarebbe fatto. Se, invece, i ragazzi non si lasciassero convincere con le buone, il Dirigente dovrebbe passare ad una loro “riallocazione forzosa”, magari partendo dagli ultimi iscritti in ordine temporale.”

Stabilito il record stagionale 

Il caso stabilisce il record stagionale. Quello assoluto appartiene  all’istituto di Modica (49 alunni), che precede i 42 di Casale Monferrato(ci furono molte discussioni e proteste). Questi però rappresentano le “eccellenze” di un fenomeno stabilizzato intorno ai 30-32 alunni. Le classi pollaio, o “il fenomeno del sovraffollamento delle classi” come le definisce più asetticamente il Ministro Bussetti,  sono una “trovata anti-pedagogica” contenuta nella Riforma Gelmini (D.M.81/09). Questa,  rappresentò  la conclusione di un percorso avviato dalla Moratti (2001-06). In sintesi, per la destra la scuola pubblica ha sempre rappresentato una “spesa eccessiva”.  Da qui  ottimizzare le risorse! Tradotto, ridurre il numero degli insegnanti, delle classi, le ore di scuola, le compresenze… Risultato, contrazione significativa delle risorse economiche.

Gli insegnanti demansionati

Chi mi segue conosce i numerosi interventi su questo “scellerato” fenomeno delle classi pollaio. Queste, innanzi tutto entrano in contrasto con il  profilo di educatore dell’insegnante. Sfido chiunque ad individuare elementi pedagogici in questo tipo di organizzazione. La classe da “ambiente educativo di apprendimento”, si trasforma in puro contenitore. Da qui il “demansionamento” del docente che è chiamato comunque a gestire anche i casi di alunni con Bes, Dsa…

La pedagogia come rappresentazione inutile nei convegni…

Il caso conferma, inoltre, che al Miur e a discendere negli Uffici Scolastici Regionali governano i ragionieri. I pedagogisti, se ancora frequentano questi ambienti, sono chiamati a “parlare dei massimi sistemi pedagogici” (inclusione, qualità formativa, progettazione per competenze…)  nei convegni, ma presto dimenticati, quando il gioco si fa duro (=stabilire gli organici. Si legga l’ultima nota ministeriale del 29.03.18).
Le classi pollaio sono “l’entrata a gamba tesa” nel quotidiano del “finanzcapitalismo” ( L. Gallino) che, come afferma il filosofo D. Fusaro, “regna ormai su tutto il giro orizzonte”, colonizzando i nostri pensieri, i nostri discorsi, la nostra coscienza!

Classi pollaio, una presenza discreta

Presenza silenziosa ma efficace , perché scarsamente avvertita e “trattata” dai grandi media (giornali, talk-show…). Presenza non percepita, perché gli effetti non sono immediatamente avvertiti. Lo saranno nel tempo. La formazione è un processo lungo che va oltre una legislatura! Il risultato sarà devastante e probabilmente irreversibile. ” Chi non investe in cultura, decide di farlo in ignoranza”!

Classi pollaio un’organizzazione incostituzionale, ma compatibile con le ragioni di spesa 

Aggiungo il carattere non costituzionale delle classi pollaio, sancito da diverse sentenze dei T.A.R, Consiglio di Stato. Tutte inascoltate!
Completa “il quadretto desolante” la coerenza dell’Amministrazione rispetto al D.M. 81/09, il quale pur prevedendo la possibilità di formare classi iniziali con massimo 20 alunni, in  presenza del diversamente abile, dichiara che ” L’istituzione delle predette classi deve in ogni caso far conseguire le economie previste nei tempi e nelle misure di cui all’articolo 64, comma 6, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.” Quindi discorso chiuso sul non rispetto della normativa, avanzato da molti docenti.

Classi pollaio, il Ministro Bussetti si è già (purtroppo) pronunciato 

La lettera è indirizzata al Ministro Bussetti. “Gentilissimo Signor Ministro, Le scrivo a nome del Consiglio d’Istituto del Liceo “Jacopone da Todi” di Todi, in Umbria, consesso nel quale siedo in rappresentanza dei genitori dei circa 770 studenti che lo frequentano.”
Il Ministro si è già pronunciato davanti alle commissioni Scuola del senato e della Camera dei Deputati (1 agosto 2018) in modo ragionieristico ( “la media nazionale è di 21 alunni per classe” e circoscrivendo il fenomeno alle eccessive richieste dei genitori per alcuni indirizzi scolastici.
Da qui si ha l’impressione che il Ministro non intenda abrogare le classi pollaio. Si interesserà del suddetto caso? Vedremo!

.

.

.

.

.

Classi pollaio, il record stagionale in Umbria ultima modifica: 2018-08-12T18:43:58+00:00 da Gilda Venezia

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl