Cultura e istruzione, si punta sull’individualismo

Nuova-Sardegna_logo1

di Luciano Marrocu,  La Nuova Sardegna, ed. di Sassari, 6.1.2016.  

I bonus affidati dal governo a insegnanti e giovani danno all’individuo,
in libertà ma anche in solitudine, i mezzi per la formazione culturale.  

businessman working

«Non esiste una cosa come la società» diceva Margaret Thatcher. Seguace (forse inconsapevole) della Thatcher, anche Matteo Renzi sembra puntare più sulla capacità dell’individuo di far da sé che su ciò che gli può venire dalla comunità. Che si parli di cultura e di istruzione, oppure di salute, di trasporti, di lavoro è alla forza dell’individualismo e alle virtù del mercato, inteso come somma d’individui destinati a confrontarsi e a competere, che sembrano orientarsi le ricette proposte dal governo Renzi. Mi hanno molto colpito due recenti iniziative governative, tutte e due appunto di promozione culturale. La prima affida l’aggiornamento degli insegnanti a un bonus di cinquecento euro, assegnati al singolo insegnante e destinati all’acquisto di libri e a prodotti culturali di vario genere. Ancora più significativo, per la platea a cui si rivolge, il bonus da cinquecento euro destinato ai giovani dai 16 ai 24 anni per consumi tanto rigorosamente “culturali” – assicurano gli estensori della misura – quanto assolutamente individuali.

I critici dei due provvedimenti li hanno bollati come prodotti di un “marketing elettorale” tipicamente renziano. Che si tratti di “mancette di Stato”, come hanno detto i critici più velenosi, è un dettaglio incidentale, anche se fortemente indicativo di uno stile di governo che sembra guardare agli effetti immediati, soprattutto elettorali, delle misure di volta in volta introdotte. Più interessante il simbolismo sotteso ai due provvedimenti che affidano all’individuo – in libertà, certo, ma anche in solitudine – i mezzi per procedere a una forma di promozione culturale che restituisce l’idea di una società, per meglio dire una non società, tristemente atomizzata. Non sfugge a nessuno che in tutti e due i casi, in quello del bonus cultura per i giovani come del bonus formazione per gli insegnanti, le somme non insignificanti rese disponibili potevano essere destinate a promuovere gli stessi obiettivi rafforzando sperimentate strutture pubbliche. Viene in mente, limitandoci alla realtà più vicina a noi, la rete delle eroiche piccole biblioteche comunali sarde, vero e proprio presidio di comunità la cui stessa esistenza è oggi minacciata. Piccole biblioteche che languono nella mancanza di personale e fondi.

Della “insocievole socievolezza” che Kant attribuiva agli uomini è il primo termine che questi indirizzi di governo sembrano privilegiare, quasi che, anche su un terreno per sua natura sociale come la cultura e l’istruzione, ci si volesse affidare agli “animal spirits” del fai da te. Volendola mettere sul complicato viene in mente l’ aforisma di Nietzsche: «Eravamo amici ma siamo divenuti estranei (…). Noi siamo due navi, ognuna delle quali ha la sua meta e la sua strada; possiamo, sì, incontraci e celebrare una festa tra noi. (..) Ma proprio allora l’onnipotente forza del nostro compito (Aufgabe) ci strappò di nuovo lontano dall’altro».

Tornando a noi e lasciando da parte la difficile interpretazione dell’Aufgabe (“compito”) nietzschiano sembrerebbe urgente rafforzare, laddove è ancora possibile, legami sociali e comunitari. Sono questi legami la nostra ricchezza più autentica, mentre si rivelano illusorie le promesse di politiche neoliberiste che, esaltando l’individualismo a spese della dimensione collettiva, finiscono per allargare l’area della solitudine. La politica rimane, con tutte le sue insufficienze, l’unica che può contrastare il senso di solitudine che caratterizza oggi la nostra società. Solo la politica, intesa come l’espressione più alta della dimensione collettiva, può metterci in condizioni di fare le due cose di cui il mercato non è capace: consentirci di vivere i nostri privati problemi come problemi condivisi, magari provando a creare insieme un nuovo futuro.

Cultura e istruzione, si punta sull’individualismo ultima modifica: 2016-01-07T05:25:20+00:00 da Gilda Venezia

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl