Curriculum dello studente, il “pieno” fa male

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di Marco Bardelli, il Sussidiario, 13.7.2021.

Nel documento Ocse “Curriculum Overload. A way forward” (2020) viene affrontato il tema del sovraccarico del curricolo. Molto gli spunti di riflessione (1)

Gilda Venezia

Il Future Education and Skills 2030 è un programma Ocse che ha l’ambizione di supportare i sistemi di istruzione nell’individuare le conoscenze, le abilità, le attitudini  e i valori necessari agli studenti per formare al meglio il proprio futuro. Fanno parte del programma diversi documenti che analizzano le modifiche e gli adattamenti dei curricoli scolastici delle società e delle economie del mondo globalizzato sotto la spinta di governi, genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e altri gruppi di interesse di vario genere.

Nel documento Curriculum Overload. A way forward uscito alla fine del 2020 viene affrontato il tema del sovraccarico del curricolo e delle tensioni che l’azione dei diversi gruppi di interesse producono nel tentare di modificarlo non sempre avendone una visione organica e complessiva che tenga conto dell’interesse generale. Per quanto riguarda la definizione di sovraccarico del curriculum questo viene caratterizzato dalla letteratura scientifica con quattro dimensioni:

  1. Espansione del curriculum: si riferisce all’aggiunta di contenuti/materie in risposta alle richiesta della società senza togliere contenuti già presenti.
  2. Sovraccarico di contenuti: si riferisce alla reale dimensione di sovraccarico del curriculum piuttosto che alla percezione o esperienza dello stesso; ovvero l’eccesso di contenuti da insegnare/apprendere in relazione al tempo effettivo disponibile.
  3. Sovraccarico percepito: si riferisce al sovraccarico percepito o esperito da insegnanti e studenti.
  4. Squilibrio del curricolo: si riferisce alla sproporzione di attenzione ai contenuti riferiti a determinate aree a discapito di altre.

1. L’espansione è un tema ben noto in Italia, soprattutto nell’istruzione tecnica e professionale dove la giustapposizione di materie a materie sovradimensiona i contenuti da apprendere; in questi ultimi decenni infatti il tempo dedicato all’insegnamento è cambiato poco in ogni nazione e ciò pone a rischio l’apprendimento, perché può diventare superficiale se si aggiungono troppi contenuti e materie oppure se si modificano i contenuti per obiettivi interdisciplinari, senza tenere conto del tempo necessario per apprenderli, aumentando così anche ansia e stress negli studenti. Gli studenti si sentono infatti più motivati quando riescono a realizzare gli obiettivi del loro apprendimento piuttosto che raggiungendo, a volte anche in modo poco chiaro per loro, una determinata valutazione che attesti la loro sufficienza.

2. Il sovraccarico di contenuti  risulta in un troppo ampio numero di contenuti di insegnamento che è spesso superiore alla priorità data all’apprendimento approfondito. Ciò si traduce in “più apprendimento (frammentato)” piuttosto che in “apprendimento più profondo”. Avere meno argomenti da trattare in modo più approfondito in un programma di studi spesso solleva preoccupazioni, nei diversi attori che sono interessati all’istruzione, sull’abbassamento degli standard di rendimento degli studenti. Tuttavia, le indagini a livello internazionale nell’ambito del curricolo suggeriscono che studiare un minor numero di argomenti in modo più approfondito aiuta gli studenti a sviluppare una comprensione più ricca e un pensiero di ordine superiore che può essere trasferito al di là di materie specifiche verso nuove aree di apprendimento e nuovi problemi. Diverse ricerche sostengono inoltre che concentrarsi sull’apprendimento profondo può migliorare non solo il rendimento scolastico degli studenti ma anche la soddisfazione degli studenti. È proprio il caso di dire che “less is more”.

3. Il sovraccarico percepito chiama in causa in particolare gli insegnanti. Se il sovraccarico è reale, una possibile soluzione è ridurre i contenuti, come hanno fatto in questi anni Corea, Norvegia e Singapore oppure è necessario affrontare il contesto specifico del paese che influisce sull’equilibrio tra scuole autonome e le autorità nazionali responsabili della progettazione del curriculum, come in Finlandia, Norvegia e Nuova Zelanda. Se il sovraccarico è una percezione, sono possibili diverse soluzioni, a seconda del contesto specifico del paese

Ad esempio, per citare gli ultimi casi a livello internazionale, è stato necessario affrontare il sovraccarico della valutazione in Australia, la sfiducia nei frequenti cambi di curriculum in Giappone e l’incomprensione sulla focalizzazione sui nuclei essenziali dell’apprendimento e sull’abbassamento degli standard in Portogallo. Una volta che il sovraccarico percepito è identificato come un problema, i responsabili politici possono prendere in considerazione i modi per gestire strategicamente le percezioni delle parti interessate.

Nei processi di riprogettazione del curriculum, è di fondamentale importanza anticipare e gestire i potenziali processi e le conseguenze non intenzionali. Le percezioni degli insegnanti sul cambiamento del programma di studi in generale possono accelerare o alleviare le loro percezioni sul sovraccarico di contenuti. La Finlandia ad esempio ha riferito che gli insegnanti coinvolti nello sviluppo dei programmi di studio tendono ad aggiungere piuttosto che sostituire i contenuti, osservando che desiderano aggiungere nuovi contenuti in risposta alle mutevoli esigenze e richieste, ma difficilmente abbandonano gli obiettivi o i contenuti precedenti.

Ciò suggerisce che gli insegnanti possono percepire il sovraccarico di contenuti in modo diverso a seconda della propria preparazione per il cambiamento del programma e della disponibilità a utilizzare qualsiasi nuovo materiale di supporto. Gli insegnanti potrebbero anche non trovare il tempo per rivedere documenti troppo lunghi e comprendere appieno il nuovo curriculum. Potrebbero ignorare l’ultima riforma, preferendo invece ricorrere alle loro precedenti pratiche in classe e ai piani di lezione come qualcosa di più fattibile e di lunga data. Potrebbero perdere rapidamente interesse a comprendere meglio il nuovo curriculum e scartarlo come un ulteriore ciclo di riforme transitorie che probabilmente avrà vita breve.

(1 – continua) 

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Curriculum dello studente, il “pieno” fa male ultima modifica: 2021-07-13T07:12:11+02:00 da Gilda Venezia
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