La scuola riapre il 14 settembre Un milione di alunni senza aule

sole-scuola_logo14

di Eugenio Bruno, Il Sole 24 Ore, 29.6.2020.
Gilda Venezia

Con l’intesa politica di ieri si chiude il primo tempo della partita governo-autonomie per il ritorno in classe a settembre. Sul punteggio di 1 a 1, perché la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, porta a casa l’accordo in Conferenza unificata sulle linee guida per la riapertura delle scuole mentre i governatori incassano gli impegni ad avere maggiori risorse – con il premier Giuseppe Conte che in conferenza stampa ha parlato di «un ulteriore miliardo per nuovi investimenti» e di altre risorse che arriveranno dal Recovery Fund -, personale aggiuntivo (con altri 50mila supplenti in arrivo tra prof e Ata) e trasporti. Ma mai come questa volta per conoscere il risultato finale dell’incontro (e le ricadute tecniche) bisognerà attendere il secondo tempo. Che inizia oggi e si concluderà il 14 settembre (ma già il 1° partiranno le attività di recupero per chi ha chiuso l’anno con un’insufficienza), quando suonerà in tutta Italia la prima campanella per gli oltre 8 milioni di studenti italiani. Come, per quante ore, in quali giorni e in quale classe lo sapranno solo nelle prossime settimane. Quando i presidi faranno i conti sulle misure da prendere per assicurare la distanza di un metro tra le bocche degli alunni, le conferenze di servizi troveranno le soluzioni su arredi, aule e cantieri e i tavoli regionali monitoreranno il tutto.

Le criticità non mancano. E la stessa titolare dell’Istruzione ne è consapevole. Anche se, per sua stessa ammissione, si stima che le situazioni più difficili riguardano «il 15% degli studenti», che significa comunque un milione e passa di alunni da risistemare. O adeguando le classi o attingendo agli spazi esterni da reperire in parchi, musei, cinema, biblioteche, teatri e archivi oltre ai 3mila ex istituti dismessi. Nel frattempo, ma ci vorrà almeno fine agosto, il Comitato tecnico-scientifico del ministero della Salute valuterà il livello raggiunto dal contagio e deciderà se l’obbligo della mascherina (che adesso è dai 6 anni in più) potrà essere limitato agli spazi comuni ed eliminato in classe classi. A prevedere espressamente questa ipotesi (da rivalutare «2 settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico») è l’ultima versione del Piano Scuola 2020/21, che ha imbarcato altre tre novità “politiche”.

La prima è la garanzia che ogni intervento straordinario per risolvere le criticità trovi «adeguata copertura finanziaria» rispetto ai 4,6 miliardi stanziati finora secondo i conti di viale Trastevere. La seconda riguarda il coinvolgimento dei sindacati nella verifica dell’attuazione del piano (anche sugli «incrementi di organico»). La terza interessa invece il trasporto locale e scolastico sotto forma di tavolo separato da avviare con Infrastrutture, Regioni Anci e Upi, anche per trovare fondi.

Minimi invece i ritocchi tecnici. Come la previsione che anche i presidi possano attivare le Conferenze dei servizi, l’eliminazione del riferimento agli educatori aggiuntivi da reperire con i «patti di comunità» – ci si limita a un più neutro «sostegno alle comunità scolastiche nella costruzione delle collaborazioni» – e la sostituzione dell’apertura di sabato con «una diversa modulazione settimanale del tempo scuola». Laddove restano ferme le altre opzioni in mano ai dirigenti scolastici anticipate nei giorni scorsi su questo giornale: ingressi scaglionati per alleggerire metro e bus, classi divise in sottogruppi, moduli orari ridotti, frequenza scolastica a turni, aggregazioni delle materie in aree più vaste e (solo alle superiori) mix di didattica in presenza e a distanza con quest’ultima solo «complementare».

Soddisfazione per l’accordo è stata espressa da tutti i protagonisti in campo. A cominciare da Conte e Azzolina, e poi dai ministri Roberto Speranza (Salute) e Francesco Boccia (Affari regionali), al presidente della Conferenza delle Rehioni, Stefano Bonaccini (Emilia Romagna). Opposizione a parte le uniche voci fuori dal coro sono arrivate dal governatore campano, Vincenzo De Luca, che non ha dato l’intesa perché contrario a votare il 20-21 settembre e i dirigenti scolastici. Con il presidente dell’Associazione presidi (Anp), Antonello Giannelli, che ha ricordato come le misure di sicurezza spettino all’autorità centrale e sull’uso dei cinema dice: «Meglio affittare un locale per un anno».

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

La scuola riapre il 14 settembre Un milione di alunni senza aule ultima modifica: 2020-06-29T06:32:36+02:00 da Gilda Venezia
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl