Legge di Bilancio: 25 ore di formazione obbligatoria

Gilda Venezia

dalla Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia, 9.12.2020.

Legge di Bilancio: 25 ore di formazione obbligatoria non pagata per tutti i docenti che lavorano in classi con allievi disabili. A chi serve e perché Gilda è contraria.

Gilda Venezia

Nella legge di Bilancio in discussione in Parlamento, tra i vari provvedimenti relativi alla scuola, spicca l’obbligatorietà di corsi di formazione di ben 25 ore per tutti i docenti non  specializzati in sostegno e che hanno nelle loro classi allievi disabili

Prevede l’art. 165 del DDL Bilancio 2021:

Il fondo di cui all’articolo 1, comma 125, della legge 13 luglio 2015, n. 107 è incrementato di 10 milioni di euro per l’anno 2021 per realizzare interventi di formazione obbligatoria del personale docente impegnato nelle classi con alunni con disabilità. Detta formazione è finalizzata all’inclusione scolastica dell’alunno con disabilità e a garantire il principio di contitolarità nella presa in carico dell’alunno stesso. Con decreto del Ministero dell’istruzione, da adottarsi entro 30 trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti le modalità attuative, prevedendo il divieto di esonero dall’insegnamento, i criteri di riparto, le condizioni per riservare la formazione al solo personale non in possesso del titolo di specializzazione sul sostegno, la determinazione delle unità formative comunque non inferiori a 25 ore di impegno complessivo, criteri e modalità di monitoraggio delle attività formative di cui al presente comma“.

Si tratta di un aumento dell’orario di lavoro senza alcun riconoscimento stipendiale e senza la possibilità di essere esonerati anche temporaneamente dalle lezioni. In tutti i contratti, pubblici e privati, è prevista che qualsiasi attività di formazione sia svolta all’interno del proprio orario di lavoro o con il riconoscimento del lavoro straordinario. Evidentemente i docenti sono lavoratori di serie B. A loro tutto è dovuto in nome della centralità dell’allievo.

Ma due sono le cose insopportabili in questa norma:

  • Si introduce il principio che tutti i docenti diventino in qualche modo para-specializzati in disabilità. E’ il frutto delle annose richieste delle associazioni delle famiglie con figli disabili che, disperando di vedere un organico di sostegno degno di questo nome, pretendono che tutti i docenti siano mobilitati per l’inclusione dei loro figli. Come se già non lo facessero (si pensi a tutto il lavoro dei Pdp, dei percorsi personalizzati anche per  BES e DSA..). Ma cosa significa veramente inclusione? Ogni disabilità ha una sua caratterizzazione specifica. Dovrebbero essere attivati corsi di formazione che affrontino i vari casi di disabilità, corsi attivati non tanto ex post, ma in fase di reclutamento e preparazione all’insegnamento. Purtroppo sta passando l’idea che l’importante è che i docenti siano accudenti degli allievi disabili a prescindere dalla specificità dei singoli casi e che basti far finta di “formarli”.
  • Si ritorna a proporre i soliti corsi generici che hanno intasato le scuole negli ultimi anni, corsi che sono quasi sempre serviti ai formatori (medici o pedagoghi che mai hanno insegnato in una classe). Non serve un corso di tantissime ore (25 ore significano almeno 12 pomeriggi passati a sentire spesso discorsi inutili per la didattica) con le inevitabili ricadute burocratiche sui docenti (monitoraggi, ecc.). Basterebbero incontri mirati di poche ore, fatti bene e tenuti da docenti esperti, senza la solita e incombente presenza di psicologi, psichiatri e operatori socio-sanitari. Il mestiere di insegnante non è diventare operatore socio-sanitario.

Il problema dell’inclusione sembra diventato il problema della scuola italiana, ma è solo uno dei tanti problemi che la coinvolgono. La legge di Bilancio sembra sbilanciata fortemente sulle risorse a favore dell’inclusione dimenticando che l’inclusione si ha quando le risorse (personale qualificato, servizi, ecc.) ci sono per tutti e che l’allievo disabile vive una vera inclusione in un ambiente scolastico armonioso dove tutti gli allievi diventano normodotati e inseriti un una vera comunità. Ma il problema taciuto, segno dell’ipocrisia del nostro Paese, sta nel fatto che non si sa che inclusione sociale effettiva abbiano questi nostri allievi dopo la fine della scuola. Un buco nero fatto di cooperative, di ennesimi corsi di formazione e apprendistato.E poi il buio.

Per questo la Gilda chiede il ritiro di questa norma inutile, inefficace e ingiustamente penalizzante per i docenti. Si torni ad una formazione seria all’interno del proprio orario di lavoro o con periodi sabbatici finalizzata anche alle varie problematiche della disabilità.

Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia

 

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Legge di Bilancio: 25 ore di formazione obbligatoria ultima modifica: 2020-12-09T04:07:34+01:00 da Gilda Venezia
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