Riparte la scuola, ma mancano le aule nel Veneziano. Gli istituti ne chiedono 194 in più

di Laura Berlinghieri,  la Nuova Venezia,  21.8.2021.

Necessarie per garantire il distanziamento di un metro. La Città metropolitana ne assicura 24 per le superiori.

Gilda Venezia

MESTRE. Le scuole veneziane – tutte, da quelle per l’infanzia alle superiori – chiedono 194 aule in più, per consentire lo svolgimento delle lezioni nel rispetto del metro di distanza tra gli studenti. E la Città metropolitana ne concede 24 agli istituti superiori (a fronte delle 127 richieste), gli unici per i quali è competente.

Le stesse aule dell’anno scorso. Si è conclusa con una maxi richiesta di spazi aggiuntivi la ricognizione operata dall’Ufficio scolastico regionale, in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico, finalmente in presenza per tutti gli studenti. Ma le aule sono le stesse dell’anno scorso e, con il permanere della regola del metro di distanza tra i ragazzi, sono diversi i dirigenti che si interrogano sulla possibilità di aprire effettivamente le porte alla totalità degli alunni, dal 13 settembre. Del resto, anche lo scorso anno scolastico era iniziato con la regola del 100% in classe, ma poi tutti ricordano come è finita. «Siamo al punto di partenza. Rispetto allo scorso anno, nelle aule non c’è un centimetro in più», tuona Fabio Barina di Gilda. «Questa estate, con il piano scuola, sono stati organizzati persino corsi di windsurf in giro per l’Italia. Non sarebbe stato più opportuno utilizzare quelle risorse per adeguare gli spazi? Nel protocollo di sicurezza è scritto che gli studenti dovranno stare a un metro di distanza gli uni dagli altri, salvo nelle situazioni in cui non è possibile. Ma è opportuno porre in questi termini una misura di sicurezza legata alla sanità pubblica? Capisco che non ci siano soldi, ma ormai è passato un anno e mezzo dall’inizio dell’emergenza. Non ci sono alibi».

Per capire le preoccupazioni dei dirigenti, basti pensare alla domanda eccezionale avanzata dall’Algarotti. Per garantire il metro di distanza tra gli alunni, la scuola ha chiesto 36 aule in più. Almeno 16, senza rispettare le stesse distanze, ma con obbligo di indossare la mascherina. Da protocollo nazionale, infatti, i ragazzi potranno abbassare la mascherina, se collocati ad almeno un metro di distanza dai compagni. «Ma manca quasi un mese all’avvio del nuovo anno scolastico e, con il diffondersi della variante Delta, non escludo che questa concessione possa venire meno nelle prossime settimane», fa presente Carmela Palumbo, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale. In ogni caso, mascherina o no, la Città metropolitana è riuscita a concedere all’istituto lagunare appena quattro nuove aule. La scuola già lo scorso anno aveva optato per la didattica mista all’interno della stessa classe, non disponendo di spazi in grado di permettere la presenza contemporanea di tutti gli studenti, distanziati. A soffrire, sul fronte degli spazi, sono soprattutto le scuole del centro storico. Ma richieste particolarmente corpose arrivano anche dagli istituti della provincia, non tutti soddisfatti nelle concessioni. Il Levi-Ponti di Mirano, ad esempio, ha chiesto 12 aule in più, ma rimarrà a bocca asciutta. Il Galilei di Dolo ne ha chieste persino 14, ma buona parte della domanda sarà soddisfatta, con la concessione di otto nuove aule da parte del Comune di Mira.

Il Belli di Portogruaro ne ha chieste altre dieci e stessa domanda è stata avanzata dall’Ic di Chioggia, che tuttavia dovrà discuterne con il Comune, perché gli interlocutori cambiano a seconda della tipologia di scuola. «Garantire il distanziamento tra i ragazzi deve essere la nostra priorità e di questo tutti gli enti dovranno farsi carico, i dirigenti non possono essere lasciati soli», sostiene Marta Viotto di Cgil. «Il Miur si è impegnato a inserire nelle scuole nuovo organico Covid, ma adesso servono le aule in più, considerando anche l’elevato numero di classi pollaio». Si diceva, la Città metropolitana, competente per gli istituti superiori, per il momento ha concesso soltanto 24 aule in più, ripetendo il piano dell’anno scorso. A entrare nei dettagli è Saverio Centenaro, delegato del Sindaco metropolitano. «Il Liceo XXV aprile di Portogruaro potrà beneficiare di tre aule, in comodato, dell’oratorio Pio X. Sempre a Portogruaro, i professori del Belli potranno fare lezione in ulteriori sei aule, che si trovano in un immobile privato, preso in locazione. Il Comune di Mira ha poi concesso al Liceo Galilei otto aule, ricavate all’interno di villa Mocenigo. Il Liceo Marco Polo di Venezia potrà appoggiarsi a Palazzo Donà Balbi, per tre nuove aule e due stanze per le lezioni di strumento musicale. E sempre nello stesso istituto potranno fare lezione gli studenti dell’Algarotti, per i quali sono state individuate ulteriori quattro aule».

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Riparte la scuola, ma mancano le aule nel Veneziano. Gli istituti ne chiedono 194 in più ultima modifica: 2021-08-21T15:44:01+02:00 da Gilda Venezia
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