Scuola, Renzi firma il buono di 500 euro per i prof. E partono le ultime 55mila chiamate

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di Salvo Intravaia  la Repubblica,  22.9.2015.  

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Renzi firma il decreto che porterà nelle buste paga degli insegnanti 500 euro per l’aggiornamento professionale. Lo comunica lo stesso premier attraverso un tweet di pochi minuti fa in cui campeggia l’ultima pagina del provvedimento appena sottoscritto. E parte l’ultima fase del piano da 103mila assunzioni previsto dalla Buona scuola. Come ha anticipato qualche giorno fa lo stesso ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, per l’anno in corso la somma destinata all’aggiornamento e alla formazione in servizio degli insegnanti verranno erogate nella busta paga di ottobre o al massimo di novembre. Niente carta elettronica, quindi, per mancanza di tempo. Ma le spese per l’aggiornamento dovranno essere rendicontate da ciascun insegnante presso le segreterie scolastiche entro il mese di agosto del 2016.

Per coloro che non rendiconteranno secondo le modalità contenute nel decreto l’utilizzo dei 500 euro, le somme non giustificate verranno recuperate l’anno successivo. In altre parole, chi non spenderà il fondo destinato all’aggiornamento per le finalità previste dalla Buona scuola, riceverà meno dei 500 euro annui o addirittura nulla nel 2016/2017. I 381,137 milioni stanziati dalla riforma Renzi/Giannini dovranno essere utilizzati per “l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale, per l’acquisto di hardware e software, per l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca”. Ma potranno servire anche per iscriversi “a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione” previsto sempre dalla Buona scuola recita il comma 121 della legge 107.

Intanto parte la macchina per assegnare le ultime 55mila cattedre del Piano straordinario di assunzioni contenuto nella Buona scuola. Ieri, il ministero ha diramato una circolare con la quale detta le istruzioni alle scuole per richiedere l’organico di Potenziamento incluso nel Piano triennale dell’Offerta formativa. Con questo organico le scuole potenzieranno l’educazione motoria, la lingua straniera e la musica nella scuola primaria, l’inglese alla media e il diritto, l’economia e la storia dell’arte al superiore. Ma le scuole potranno utilizzare le risorse del Potenziamento per combattere la dispersione scolastica, recuperare gli alunni in situazioni disagiate o gli alunni stranieri in Italia da pochi mesi e per potenziare le discipline o le educazioni (alla cittadinanza, alla salute, ambientale, alla parità di genere, ecc.) che riterranno più opportune. L’operazione di caricamento delle figure professionali richieste  –  per aree disciplinari  –  avverrà tra il 10 e il 15 ottobre. E, successivamente, gli uffici scolastici regionali assegneranno coloro che hanno presentato la domanda online entro il 14 agosto  –  i precari delle graduatorie ad esaurimento e gli idonei all’ultimo concorso alle scuole  –  alle scuole.

Ma difficilmente si potranno coprire tutti i posti previsti dalla fase C: 55mila in tutto. Perché sono rimasti dopo la fase B in attesa di una cattedra in 42mila, che probabilmente riceveranno quasi tutti un incarico nella stessa provincia o al massimo nella stessa regione di iscrizione in graduatoria. Per i 42mila neoassunti, nonostante lo spauracchio dell’assegnazione nazionale, al ministero prevedono spostamenti contenuti. L’unico disagio sarà quello di doversi “accontentare” di un ruolo diverso da quello immaginato per anni, con la “propria” classe o i “propri” alunni. Dovranno occuparsi di progetti trasversali o di potenziare le abilità e le conoscenze di singoli gruppi di alunni o, ancora, di potenziare ambiti finora trascurati o in secondo piano nella scuola. Come la musica e l’educazione motoria all’elementare.

Scuola, Renzi firma il buono di 500 euro per i prof. E partono le ultime 55mila chiamate ultima modifica: 2015-09-23T06:07:54+00:00 da Gilda Venezia

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