Rientro a scuola e classi pollaio, informazioni a confronto

dal blog di Gianfranco Scialpi, 4.6.2020

Rientro a scuola senza classi pollaio. Purtroppo i costi sono enormi. Ecco perché Lucia Azzolina ha ripiegato su soluzioni più economiche, ma pasticciate.

Rientro a scuola e classi pollaio, occorre basarsi sui dati scientifici. Questi sono disponibili, ma  non supportati dal metodo scientifico.  Comunque rimandano al solita domanda: perché mantenere questo obbrobrio organizzativo? La risposta è semplice.

Rientro a scuola e classi pollaio

Il rientro a scuola a settembre sembra possibile. Auspicabile per aumentare la percezione di una normalità riacciuffata. Diversa da quella lasciata a fine febbraio-inizio marzo. Comunque, molto dipenderà dallo stato della  curva epidemiologica che avremo a settembre.
Sicuramente le classi pollaio che non corrispondono al dato statistico dello 0,34,  rappresentano un problema alla ripartenza di settembre.
Lasciando da parte le opinioni,  abbiamo dei dati scientifici sui costi di una riduzione delle classi pollaio? La risposta è affermativa. Putroppo questi non sono verificabili, in quanto manca il riferimento dell’evetuale ricerca.
Al momento abbiamo queste informazioni: per portare a quindici il numero degli alunni per classe occorrerebbero “più di 270.000 nuove aule, oltre la metà del numero di aule attualmente impegnate. In aggiunta alle aule occorrerà assicurare il personale docente e ata.
Per coprire il tempo scuola di 30 ore settimanali in 33.039 nuove “classi” dell’infanzia e 89.580 per la primaria occorrono circa 160.000 docenti per un costo pari a 4,5 miliardi di euro per 10 mesi. Per coprire il tempo scuola di 30 ore settimanali in 59.726 nuove “classi” del I grado e 89.292 per il II grado occorrono circa 245.000 docenti per un costo pari a 7 miliardi di euro per 10 mesi.
A ciò va aggiunto il personale Ata (soprattutto collaboratori scolastici, per garantire l’igiene e la pulizia dei locali), in misura pari a circa 80.000 unità per un costo di 1,8 miliardi di euro per 10 mesi.”

Cosa pensa Fioramonti

L’ex Ministro L. Fioramonti presenta delle informazioni diverse soprattutto nei costi:
Ne ho già parlato più volte in dettaglio: classi con max 10/15 studenti, in piccoli plessi distribuiti sul territorio (riaprendo subito tutte le scuole chiuse per la norma folle sul dimensionamento), coinvolgendo enti locali, terzo settore ed educatori. E assumendo altri 100 mila addetti, anche a tempo determinato, tra insegnanti ed amministratori (oltre a quelli già a concorso, da mettere in ruolo il prima possibile).Costo? 3 miliardi di euro, per costruire una Scuola migliore, che ogni giorno serve oltre 8 milioni di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, ed ha quasi un milione di lavoratori diretti. 3 miliardi: la stessa cifra che abbiamo destinato, senza battere ciglio, all’ennesimo tentativo di salvare Alitalia (che ha 20 mila dipendenti). Una bella differenza. Ma questo lo sapevamo”

Una considerazione

Le informazioni discordanti non smentiscono la realtà: l’abolizione o la riduzione delle classi pollaio hanno un costo. Il meccanismo funziona perfettamente. E’ molto semplice tagliare, più difficile tornare indietro.
Sicuramente i costi di un ritorno alle classi educative (U. Galiberti) sono significativi.  E questo è l’unico motivo che ha costretto La Ministra Azzolina a ripiegare su soluzioni pasticciate e contraddittorie, lasciando nei box quella più ovvia, ma costosa.

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Rientro a scuola e classi pollaio, informazioni a confronto ultima modifica: 2020-06-07T06:12:56+02:00 da Gilda Venezia
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