Il ministero dell’istruzione nel pallone

Gilda Venezia

dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 22.4.2021.

Draghi e Bianchi si sono arresi dopo l’intervento delle Regioni. Che però non sono state in grado di garantire trasporti adeguati a garantire i distanziamenti previsti dai protocolli Covid. Ma il vero problema è sovraffollamento delle aule scolastiche con particolare riferimento alla secondaria di secondo grado.

Gilda Venezia

Draghi e Bianchi si sono arresi. Dopo aver promesso l’apertura totale delle attività didattiche in presenza al 100% hanno dovuto prendere atto che ciò era praticamente impossibile. Un po’ come sta succedendo ad Agnelli e soci nel campo del calcio. Il compromesso della didattica in presenza per le superiori con “flessibilità” garantendo come minimo il 60% delle presenze degli studenti alle lezioni è una sconfitta per il governo.

Quello che fa pensare è che le OO.SS., e la Gilda in primis, avevano da tempo invitato Bianchi a recedere da progetti di riapertura impossibili da mantenere ottenendo da parte del ministero risposte stizzite e inconcludenti. Solo dopo l’intervento delle Regioni Draghi ha fatto marcia indietro. Le Regioni hanno però preteso la rideterminazione del progetto di riapertura in presenza sostenendo che il problema essenziale è quello dei trasporti inadeguati a garantire i distanziamenti previsti dai protocolli Covid. Peccato che siano proprio le Regioni quelle che dovevano provvedere da un anno all’acquisto di nuovi mezzi e al potenziamento delle reti  di trasporto pubblico. I risultati deludenti sono sotto gli occhi di tutti.

Ma non è solo il problema dei trasporti quello che impedisce l’avvio regolare del rientro a scuola in presenza al 100%. Il vero problema è quello del sovraffollamento delle aule scolastiche con particolare riferimento alla secondaria di secondo grado. E’ del Ministero dell’Istruzione e degli Enti locali (Comuni, Province, Città Metropolitane) la responsabilità di non essere intervenuti per diminuire il numero di allievi per classe e per trovare nuovi spazi per le scuole. L’ex ministro Fioramonti aveva dichiarato che c’erano già dati certi sulla carenza degli spazi per garantire la vivibilità delle lezioni nelle scuole. Dove sono finiti? L’ex ministra Azzolina aveva fatto della lotta alle “classi pollaio” un suo segno distintivo  prima di diventare ministra. Risultati vicino allo zero.

Purtroppo la pandemia continuerà con forme diverse ancora per molto tempo e si continua a procedere a vista con provvedimenti di breve periodo e spesso contraddittori. Aspettiamo dal governo e da Bianchi un progetto serio e strutturale per garantire nel futuro il corretto funzionamento delle attività didattiche. Il Piano di Ripresa e Resilienza dovrebbe essere l’occasione per riportare la scuola al centro degli interventi per la “next generation”. Vedremo ma, laicamente dubitiamo.

 

Gilda degli insegnanti di Venezia

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Il ministero dell’istruzione nel pallone ultima modifica: 2021-04-22T06:14:38+02:00 da
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