Ancora una inutile e confusa intesa sindacati-Ministero dell’istruzione

Gilda Venezia

dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 16.8.2021.

E piena delle solite promesse e delle fregature per i sindacati firmatari (e per noi tutti).

Manca un piano immediato di reperimento di nuovi spazi per le scuole. La gratuità dei tamponi spetta solo ai “lavoratori fragili”. Il pentimento dei sindacati firmatari è inutile e tardivo.

Gilda Venezia

Ancora una volta si è assistito al teatrino dell’accordo sindacale notturno (13 agosto..)  sul “Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di covid 19 (anno scolastico 2021/2022)”.

Hanno firmato CGIL, CISL, UIL e SNALS. Non hanno firmato Gilda, Anief e ANP. Chi avesse voglia di prenderne visione si accorgerà ancora una volta che la massa di prescrizioni che si abbatteranno sulle scuole non affrontano concretamente il problema del distanziamento riproponendo il solito metro tra gli allievi e i due metri dalla “cattedra”.
Nulla sembra cambiato dall’anno precedente. Resta la vaga promessa di interventi per ridurre il numero di allievi per classe con personale aggiuntivo  o con sdoppiamento delle classi pollaio. Il problema è che si possono fare queste cose in presenza di un piano immediato di reperimento di nuovi spazi per le scuole che doveva coinvolgere gli enti locali con finanziamenti adeguati e finalizzati, cosa che è avvenuta sulla carta e non nella pratica.
Non si parla di trasporti pubblici e della loro organizzazione in vista dell’apertura delle scuole.

Nel Piano per il rientro a scuola dal 1 settembre e nelle “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti – Parere tecnico” si richiama il CTS che precisa “laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare in locali chiusi mascherine di tipo chirurgico”. Vale a dire che la distanza interpersonale minima di 1 metro trova conferma come misura raccomandata. Ove, tuttavia, fosse impossibile rispettarla, la norma di legge esclude l’automatico ricorso alla didattica a distanza, richiedendo diverse misure di sicurezza”.

Nello stesso documento si ricorda che nel Piano Scuola 2021-22 del Ministro Bianchi è presente la raccomandazione del rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, “salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano”. In pratica si possono anche non rispettare le distanze prevista a patto che si mettano le mascherine, ci sia la continuativa areazione dei locali, ecc.

Positivo sembrerebbe l’accento sulla necessità di garantire la didattica in presenza evitando la DAD e la DDI, ma ciò non è proprio vero. Infatti: “La didattica digitale integrata – secondo il Piano della singola scuola e, per quanto concerne il personale, secondo le previsioni del CCNI 25 ottobre 2020 (firmato da CGIL,CISL e Anief) – sarà anche la risposta all’eventuale quarantena – disposta dalle autorità sanitarie competenti – di gruppi classe e singoli alunni”. Traducendo: basta che uno o più allievi siano considerati positivi al COVID per attivare la quarantena e durante questo periodo l’attività didattica per loro deve essere garantita con la DDI.

Valutando le ultime proiezioni sull’andamento del COVID 19 è evidente che si sta abbassando l’età media dei contagiati e che sono proprio le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi in età scolare quelli che rischiano di più il contagio. Prepariamoci pertanto ad un inizio scolastico a singhiozzo con la DDI che ci accompagnerà per lunghi mesi. Per fortuna che il Capodipartimento del Ministero dell’Istruzione Versari ci propone una soluzione miracolosa che si fonda “sulla costruzione di “comunità competenti”, capaci cioè di dare ragione di quanto e come si opera. È la comunità competente che genera le condizioni “per intraprendere attività volte al miglioramento della vita”.

Lasciamo ai lettori i necessari commenti e approfondimenti. Se qualcuno di loro ci spiega il pensiero filosofico di Versari ne saremo grati.

I sindacati firmatari del “Protocollo” credevano di aver strappato il via libera ai tamponi gratuiti per il tutto il personale non vaccinato. Così non è stato. Il Ministro ha chiarito il giorno dopo l’accordo che la gratuità dei tamponi spetta solo ai “lavoratori fragili”. Per tutti gli altri valgono le norme previste dal decreto-legge n. 111/2021 (sospensione dalla retribuzione in caso di mancato possesso di green pass fino al 31 dicembre 2021). I sindacati firmatari del protocollo hanno ora iniziato a criticare l’interpretazione del Ministro e i contenuti del Piano Scuola e delle disposizioni tecniche uscite, fatalità, dopo la firma dell’accordo.
Troppo tardi. Evidentemente parte del fonte sindacale preferisce “partecipare senza vincere mai”.

Il governo ha deciso di continuare a scaricare sulle scuole l’attuazione dei provvedimenti contro il Covid 19 senza avere il coraggio di imporre l’obbligo vaccinale per tutto il personale, con l’ovvia esclusione dei lavoratori fragili. La preoccupazione è quella relativa non solo alle possibili conseguenze giuridiche, ma soprattutto alla paura di dover rispondere dei danni derivati da effetti non prevedibili sula salute dei vaccinati, danni che potrebbero avere oneri importanti per lo Stato.

La Gilda in tutto questo continua e continuerà ad essere critica e a chiamare i colleghi alla vigilanza sull’attuazione di queste norme spesso assurde o inutili.

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Gilda degli insegnanti della provincia di Venezia

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Ancora una inutile e confusa intesa sindacati-Ministero dell’istruzione ultima modifica: 2021-08-17T04:06:21+02:00 da Gilda Venezia

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