Sondaggio: la scuola deve essere più esigente sulla condotta  e sulla preparazione degli studenti 

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di Andrea Ragazzini,  Il Gruppo di Firenze,  9.12.2017

– Dopo questi dati la politica scolastica deve cambiare:
una scuola più rigorosa ha l’appoggio dell’opinione pubblica.
Ecco in sintesi in dati del sondaggio commissionato dal Gruppo di Firenze a Eumetra MR (in allegato i dati completi):
 
  • Per il 67% degli italiani la scuola è troppo poco severa riguardo alla condotta degli allievi;
  • il 68% giudica sbagliata la recente abolizione della bocciatura per l’insufficienza in condotta;
  • il 59% pensa che la scuola sia troppo poco esigente riguardo alla preparazione degli studenti;
  • il 75% considera utili i compiti a casa;
  • circa il 50% ha saputo che durante gli esami di Stato alcuni docenti chiudono un occhio su chi copia. 
 Dunque i risultati del sondaggio commissionato dal Gruppo di Firenze a Eumetra MR dicono che in grande maggioranza l’opinione pubblica non condivide gli orientamenti pedagogici che hanno caratterizzato, con rarissime eccezioni, le politiche scolastiche degli ultimi decenni.
 
Dall’orizzonte ministeriale è infatti sparito il valore dell’impegno, dello studio e dell’esercizio costanti (a scuola, ma anche a casa). La colpa dell’insuccesso sembra essere esclusivamente della scuola, di una didattica sbagliata, di un’insufficiente “personalizzazione” dell’apprendimento. Gli esami poi sono stati via via aboliti e i due rimasti (terza media e maturità) resi sempre meno impegnativi.
 
Quanto alla disciplina, cornice indispensabile dell’apprendimento, mai si è sentito un ministro parlare agli studenti di responsabilità, dei doveri che si accompagnano ai diritti, di rispetto delle regole. E gli insegnanti, come i dirigenti, mai sono stati sollecitati a farle rispettare con la necessaria fermezza. Frequenti anzi i messaggi in direzione opposta, come la recente abolizione del 5 in condotta (senza considerare casi clamorosi, come l’elogio delle occupazioni fatto da un sottosegretario o l’invito di un ministro agli studenti a ribellarsi a genitori e docenti).
 
Ovvie conseguenze: difficoltà di chi in classe cerca di contrastare, anche con sanzioni, i comportamenti scorretti; stress crescente tra gli insegnanti; danni molto seri alla preparazione degli studenti; progressivo scadimento del senso civico.
 
Ci auguriamo che questi dati possano aiutare i responsabili politici a correggere la rotta, sapendo di avere l’appoggio della maggioranza degli elettori; e facciano sentire meno soli gli insegnanti e i dirigenti che si battono per una scuola accogliente, sì, ma anche rigorosa.

I risultati del sondaggio

 
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