dal blog di Gianfranco Scialpi, 9.3.2026.
Carta docente. La riduzione della quota individuale scatena la polemica. Inutile. La perdita del potere d’acquisto.
Carta docente. La polemica tra Renzi-Valditara
Carta docente. Dalla vicenda sul ritardo riguardante la disponibilità della quota, ci siamo astenuti. Non ci sorprende, confermando la scarsa attenzione che il Governo ha nei confronti della scuola.
Oggi, però la cifra individuale è a disposizione dei docenti. La sua riduzione ha prodotto polemica tra Renzi e Valditara. Il primo, ovviamente ha ribadito la paternità dell’iniziativa (2016): “Dieci anni fa il mio governo ha istituito la carta del docente con 500 euro per ciascun insegnante. Tutti i governi successivi hanno confermato la mia misura. Ma da lunedì prossimo grazie al governo Meloni varrà solo 383. Una vergogna“.
La replica del Ministro Valditara non si è fatta attendere “Quando il governo Renzi ha adottato la carta docente erano stati immotivatamente esclusi tutti i docenti precari. Non venivano nemmeno considerate le esigenze di formazione del personale Ata.
A partire dal 2021 alcune sentenze hanno giustamente riconosciuto anche ai docenti precari il diritto a beneficiare della carta.
Nessun governo ha tuttavia mai esteso questa provvidenza ai titolari di contratti di supplenza. Questo governo ha ora esteso la card docente a 253.000 insegnanti precari finora esclusi», fa sapere il responsabile all’Istruzione in una nota.
Il ministero, per non comprimere troppo la possibilità dei docenti di accedere a corsi di aggiornamento e strumentazioni tecnologiche, ha stanziato anche 281 milioni da destinare «alla formazione e all’aggiornamento dei docenti e per l’acquisto, da parte delle istituzioni scolastiche, di tablet, personal computer, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso agli insegnanti”
Polemica inutile
Qui ci fermiamo. Altri interventi hanno preceduto o seguito la suddetta polemica, alimentando il dibattitto. La polemica di Renzi, tuttavia la riteniamo inutile. L’inserimento di nuovi beneficiari (docenti precari e personale Ata) a invarianza del totale, non poteva condurre a un esito diverso.
Ecco quindi spiegato il taglio di 117 €. Un dato poco considerato, invece è la perdita del potere d’acquisto della quota individuale, invariata dal 2016. Quindi al 23% del taglio attuale occorre aggiungere un altro 21,5%.
Semplice il totale: 44,5%.
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Carta docente. L’inutile dibattito, dimentica un altro aspetto ultima modifica: 2026-03-10T12:59:32+01:00 da

