TuttoscuolaNews, n. 1213 dell’8.6.2026.
I dati del 2025-26 sul sistema di istruzione restano top-secret. Senza spiegazione. Cosa dicono le norme.
Ormai è certo: per la prima volta il Focus dei principali dati di avvio dell’anno scolastico, atteso nel settembre scorso, come è sempre avvenuto puntualmente all’inizio delle lezioni ogni anno dal 2013, per il 2025-26 non verrà pubblicato.
Il ministero dell’istruzione e del merito non ha fornito alcuna spiegazione per questo strano silenzio sull’aggiornamento dei principali dati del sistema d’istruzione, nonostante esista, in proposito, un obbligo di legge per la loro pubblicazione tempestiva.
Il MIM ha anche ignorato la richiesta presentata dall’on. Manzi, responsabile scuola del PD, che il 3 febbraio scorso aveva presentato in merito un’interrogazione con richiesta di risposta scritta. Silenzio totale.
Eppure, subito dopo la pubblicazione del decreto legislativo n. 33 del 2013, il ministero dell’istruzione aveva ottemperato immediatamente all’obbligo di pubblicità dei dati da parte delle Amministrazioni pubbliche, pubblicando il primo Focus dei principali dati di avvio dell’anno scolastico 2013-14 nel settembre 2013, a cui ogni anno aveva fatto seguito puntualmente la pubblicazione dei Focus di avvio dell’anno scolastico fino al 2024-25. Poi, silenzio tombale.
Il Focus è una sintesi dei principali dati del sistema d’istruzione (istituzioni scolastiche, sedi, alunni compresi quelli con disabilità, alunni per anno di corso, classi, studenti delle superiori per settore e indirizzo di studi, posti, docenti, ecc.), sintesi non rinvenibile in altri siti o applicazioni. Non è possibile ad oggi conoscere, ad esempio, il numero di alunni con disabilità, presenti nell’anno scolastico ormai al termine, nei diversi ordini di scuola in ognuna delle 18 regioni italiane.
Il Focus, ricco di tabelle e di grafici esplicativi, è il risultato del lavoro efficace e prezioso dell’Ufficio statistica del MIM, probabilmente predisposto anche per il 2025-26, ma che non ha avuto l’imprimatur del livello politico. Forse qualche dato non è gradito?
“Con questo governo l’epoca del giustificazionismo è finita“, ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara a proposito dei recenti fatti di Parma. Speriamo di non dover dedurre che con questo governo sia finita anche l’epoca della trasparenza e del diritto all’informazione sui dati del sistema di istruzione pubblico (cioè di tutti).
Sarebbe un brutto, bruttissimo segnale. E lascerebbe una macchia sull’operato di questo governo. Cui prodest?
Il silenzio tombale sui dati dell’istruzione ignora l’obbligo previsto dal Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, integrato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97.
Cosa prevede il d.lgs 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighidi pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”?
L’articolo 1 (Principio generale di trasparenza) definisce: La trasparenza è intesa come accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Il successivo art. 2 precisa: Ai fini del presente decreto, per pubblicazione si intende la pubblicazione, … nei siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni dei documenti, delle informazioni e dei dati concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, cui corrisponde il diritto di chiunque di accedere ai siti direttamente ed immediatamente,
In attuazione degli obblighi previsti dal decreto legislativo 33/2013, nello stesso anno il ministero dell’istruzione pubblicava nel settembre 2013 il Focus “Principali dati della scuola – Avvio anno scolastico ….”. Da notare il termine Avvio che presuppone un periodo preciso, coincidente con l’inizio delle lezioni, tanto che da allora ogni anno a settembre, in concomitanza con l’inizio delle lezioni, è stato sempre pubblicato il Focus dei principali dati della scuola.
Ma quest’anno no.
Sono trascorsi oltre nove mesi dall’avvio dell’anno scolastico 2025/26, ormai agli sgoccioli, e il ministero non ha pubblicato i dati dovuti, né ha giustificato il silenzio e il ritardo, ignorando quanto tassativamente disposto dall’art. 6 del d.lgs. 33/2013: Le pubbliche amministrazioni garantiscono la qualità delle informazioni riportate nei siti istituzionali nel rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge, assicurandone l’integrità, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, la comprensibilità, l’omogeneità, la facile accessibilità, nonché la conformità ai documenti originali in possesso dell’amministrazione, ..L’esigenza di assicurare adeguata qualità delle informazioni diffuse non può, in ogni caso, costituire motivo per l’omessa o ritardata pubblicazione dei dati, delle informazioni e dei documenti.
La mancata pubblicazione in palese violazione della legge dovrebbe preoccupare tutti.
Cosa pensano i sindacati che non possono conoscere, tra l’altro, i dati sui posti comuni e di sostegno?
Cosa pensano Fish e altre organizzazioni che non possono conoscere i dati degli alunni con disabilità?
Cosa pensano le associazioni per la tutela dei consumatori?
Cosa pensano gli altri organi di informazione?
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I dati del 2025-26 sulla scuola top-secret ultima modifica: 2026-06-09T07:00:37+02:00 da

