Gilda Venezia

di Marco Campione,Italia Oggi , 6.10.2026

Il governo Draghi premia i docenti che completano la formazione con un bonus del 10% sullo stipendio. La misura, parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è ora operativa per il primo ciclo triennale

Il premio per i docenti che completano la formazione incentivata, introdotta dal governo Draghi nell’ambito delle misure previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, è pari al 10 per cento dello stipendio. Lo stabilisce l’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, che fissa per legge la misura dell’elemento retributivo una tantum riconosciuto a chi supera con valutazione positiva il percorso triennale di formazione in servizio, in attesa che a definirla sia la contrattazione collettiva nazionale, come originariamente previsto.

Il meccanismo di calcolo e la quantificazione dell’assegno

Il meccanismo è disciplinato dall’articolo 16-ter del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, introdotto dal decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36. Ai docenti di ruolo che superano il percorso triennale con valutazione positiva spetta un elemento retributivo una tantum di carattere accessorio, compreso tra il 10 e il 20 per cento del trattamento stipendiale in godimento. La quantificazione esatta all’interno della forchetta spettava alla contrattazione collettiva nazionale, che finora non l’ha definita; il governo ha deciso di procedere per decreto, visto che il primo ciclo triennale si concluderà in quest’anno scolastico.

Come osserva la relazione tecnica, la norma si limita a rendere certo il livello minimo già previsto dalla legge. In questo modo il fondo diventa operativo fin da subito. Resta ferma la possibilità per il contratto collettivo di fissare una misura diversa, entro la forchetta tra il 10 e il 20 per cento e nei limiti delle risorse del fondo istituito dallo stesso articolo 16-ter.

Come funziona la formazione per il middle management

Il percorso prevede 30 ore di formazione l’anno di formazione l’anno, sulla piattaforma ministeriale Scuola Futura, e in questa prima fase è stato riservato ai docenti di ruolo con incarichi di supporto all’organizzazione della scuola: collaboratori del dirigente scolastico, responsabili di plesso e di progetto, tutor e orientatori. Il cosiddetto «middle management», sul quale grava una grossa parte della gestione quotidiana della scuola e che il ministro Giuseppe Valditara ha scelto di valorizzare. Per accedere a ciascuna annualità occorre aver completato la precedente. Come precisa la comunicazione del 26 agosto scorso del capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, Carmela Palumbo, per la partecipazione le scuole possono riconoscere compensi a carico del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, secondo quanto stabilito dalla contrattazione d’istituto; in alternativa, i docenti possono usufruire dei cinque giorni di esonero dal servizio per la formazione previsti dal contratto nazionale. La stessa nota ha avviato la terza annualità del primo ciclo, che si svolge fino al 31 dicembre, la seconda del secondo ciclo e la prima del terzo; quest’ultima è aperta anche a chi non aveva partecipato o non aveva concluso i percorsi precedenti: la platea dei docenti interessati dal premio è dunque destinata a crescere nei prossimi anni.

Nuove risorse per tutor e contrasto alla dispersione

Lo stesso decreto, all’articolo 2, rafforza anche il fondo che remunera tutor, orientatori e docenti impegnati nelle attività di orientamento, inclusione e contrasto alla dispersione scolastica: 30 milioni in più per il 2026 e 40 per il 2027, reindirizzando a quella funzione parte delle possibili economie sulla formazione incentivata senza modificarne la natura di sostegno alle figure di sistema. (riproduzione riservata)

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