Contratto scuola, i pensionati hanno diritto ad aumenti e arretrati?

La Tecnica della scuola, 11.11.2025.

Il  personale che è cessato dal servizio con diritto a pensione nel periodo 2022-2024 ha diritto al ricalcolo del TFR. 

Gilda Venezia

Il 5 novembre 2025 è stata siglata l’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) che riguarda il vasto comparto Istruzione e Ricerca – incluse Scuola, Università, Ricerca ed AFAM – comprendendo il triennio 2022-2024. L’ipotesi di contratto definisce gli incrementi definitivi dello stipendio tabellare (lo stipendio base) con decorrenza 1° gennaio 2024. Questi aumenti includono anche le cifre che erano già state erogate negli anni precedenti come “anticipazione contrattuale” (nel 2022 e nel 2023).

Il nodo cruciale per i pensionati

L’accordo stabilisce chiaramente che tutti i benefici economici derivanti dai nuovi stipendi sono computati ai fini previdenziali. Questo significa che il personale che è cessato dal servizio con diritto a pensione nel periodo di vigenza del contratto (2022-2024) ha diritto al ricalcolo dell’assegno pensionistico e del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), sebbene per quest’ultimo si considerino solo gli aumenti maturati alla data di cessazione.

Tuttavia, esiste un campanello d’allarme: i docenti della Scuola andati in pensione l’1 settembre 2022 o l’1 settembre 2023 rischiano di non ricevere integralmente questi benefici se nelle rispettive Leggi di bilancio non sono state previste le necessarie coperture finanziarie.

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LA TABELLA PER I PENSIONATI

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Contratto scuola, i pensionati hanno diritto ad aumenti e arretrati? ultima modifica: 2025-11-12T04:42:13+01:00 da
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